Il Tirreno

Firenze

Karma Viola

Una gara da ovo sodo, va digerito subito

di Andrea Bruno Savelli
Antonin Barak festeggia coi compagni. In rete, oltre al ceco, ci vanno anche Cabral e Saponara
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Antonin Barak festeggia coi compagni. In rete, oltre al ceco, ci vanno anche Cabral e Saponara

Felici per la qualificazione, ma speriamo di essersi messi il peggio alle spalle

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FIRENZE. Quella della metafora della fame di cui avrebbero bisogno ai calciatori è una frase ormai ricorrente, quasi un disco rotto tra i dirigenti sportivi. Se la prima volta può essere stata una chiave di lettura azzeccata, quando viene ripetuta troppo spesso non solo diventa priva di senso, ma rischia quasi di essere ridicola. Per non parlare dei sacrifici fatti da giocatori che guadagnano svariati milioni di euro e che magari hanno rinunciato a qualche milioncino. Pensando a Firenze come un trampolino di lancio.Bisognerebbe riflettere sui termini che si usano, oppure su quello che diceva il mitico Vujadin Boskov: «Testa di calciatore è buona per cappello!». Noi vorremmo che la testa dei nostri giocatori fosse buona per far gol. E quella di Barak lo è, con la collaborazione del portiere che ha l’andata aveva fatto il fenomeno ed oggi pareva un dopolavorista col mal di schiena. Mal di schiena che continua a colpire i giocatori viola: questa è la volta di Amrabat a fermarsi per questo tipo di fastidio. Continuando sulla partita, chi pensava che la Fiorentina la prendesse come gita premio, con tanto di visita al casinò locale, sarà rimasto stupito perché i lettoni la prendono più dei nostri come un’esibizione. Nel primo tempo l’allenatore avversario schiera una serie di vecchietti come premio alla carriera, la Fiorentina imperversa, ma come spesso è successo quest’anno gira intorno all’area senza mai essere pericolosa. Sembra un bambino davanti alla vetrina di una pasticceria, gira e rigira ma non ha il coraggio di entrare per prendere una bella bigné perché la mamma vuole che faccia una merenda sana. I nostri giocatori sanno che devono far girare la palla e lo fanno all’infinito. E così spesso finisce che al primo tiro si sia preso gol. Questa volta il gol gli avversari lo sfiorano e quando tutti eravamo pronti ad un secondo tempo a rischio fregatura, sul calcio d’angolo spunta a battere quello che ti aspetti di meno, Venuti, e grazie a un gran tacco di Barak, Cabral continua la sua striscia vincente di segnature. Potremmo forse definirlo il colpo-Cabral, ma ci ricorda un altro calciatore che scivolava sempre seppur con esiti opposti, il mitico Tanque Silva! Nemmeno il tempo di esultare che Saponara trova un tiro fantastico, il portiere capisce che non ci arriverà mai e ritrae goffamente le braccia per non peggiorare la sua sciatica. Tutto troppo bello. Nel secondo tempo entrano i giovani, la Fiorentina rallenta, nonostante Bianco sia un signor giocatore che vorremmo vedere più spesso, e Terracciano debba compiere almeno tre miracoli. Siamo felici per la qualificazione, speranzosi di aver messo il periodo brutta le spalle, ma chiudiamo citando uno dei successi di Virzì: queste partite della Fiorentina sono un po’ come un ovosodo, che ti rimangono sul gozzo e non vanno ne giù ne su. Speriamo che per domenica sia finalmente digerito.
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