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Il Firenze Sud è per tutti

di Luca Amodio
Il Firenze Sud è per tutti

Sono 250 i tesserati, dalla scuola calcio fino alla prima squadra. Prima dei risultati c’è il sano principio di far divertire i giovani

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FIRENZE. Il gioco del calcio è il più popolare in Italia, anzi nel mondo. Ma se le società sono costrette ad aumentare i costi delle retta, potrebbe non esserlo più. A lanciare l’allarme è il Firenze Sud, con Lorenzo Gori, il suo presidente. Non tutti potranno più fare calcio, spiega, e non vogliamo che i nostri ragazzi smettano di giocare al pallone, anche perché sennò si innescherebbe un effetto a catena. La questione è prettamente numerica: meno bambini iscritti comporta necessariamente la necessità di spalmare i costi, rivedendoli al rialzo. La cesura economica rischia di mandare a terra anche il mondo dello sport giovanile che, prima di tutto, rappresenta una realtà sociale. È così al Firenze Sud dal 1971, quando alcuni residenti del quartiere Gavinana decidono di fondare la società con un unico obiettivo: correre inseguendo quel pallone che rotola sull’erba. I primi allenamenti si fanno in un campo di terra battuta, al Bisarno. Al tempo, gli spogliatoi non c’erano nemmeno. O meglio: erano due autobus. Proprio così. Era qui che i ragazzi si cambiavano, senza riscaldamenti e senza docce, per poi farsi 200 metri di camminata prima di raggiungere il campo. Poi, però, si divertivano come matti, raccontano i dirigenti della società. «Mica oggi che si lamentano se l’acqua non è troppo calda», ci scherzano su. Divertirsi, sì, perché è sempre stata questa la pietra angolare della società. Ancora oggi, nonostante le difficoltà. In totale sono 250 i tesserati che si alternano al campo dell’Anconella. Disseminati tra le 13 annate, dalla scuola calcio alla juniores più la prima squadra, i ragazzi del Firenze Sud disputano sei campionati complessivi, più i tornei per i più giovani. «Qui si fanno giocare tutti, altro che squadra A e B. Prima degli obiettivi sportivi vengono quelli sociali», spiega il presidente. «A noi importa che i ragazzi escano col sorriso dopo gli allenamenti o la partita, anche se hanno preso una batosta» continua con enfasi. «Il problema forse siamo noi “grandi” che diamo troppo peso al risultato perché alla fine ai nostri ragazzi di perdere o di vincere importano poco quando sanno di aver passato una bella giornata giocando al loro sport preferito». C’è poco da girarci intorno, la filosofia del Firenze Sud è questa, ma poi ci sono anche le possibilità effettive della società, senza troppi voli pindarici, spiega la società. Ancora una volta il caro energie si frappone perché ormai non basta più dimezzare le luci accese durante gli allenamenti. «Servono anche degli interventi da parte delle istituzioni», chiede il presidente a gran voce. «Ad esempio, sarebbe interessante allungare le concessioni degli impianti di proprietà del comune. Io potrei, installare delle luci a led che hanno un risparmio energivoro del 90% ma a me costa cambiarle: ecco, io sosterrei anche il costo fisso ma mi serve la garanzia di restare un bel po’di anni». Il rischio, è evidente, è che alla fine i conti non tornino e che in un quartiere resti solo una società, con prezzi che potrebbero diventare quasi “elitari”: sarebbe la fine del calcio. «Almeno come la conosciamo noi», conclude Gori.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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