Amrabat torna al Picco nello stadio della rinascita. Oggi è il pilastro al centro
Lo scorso febbraio il grave errore poi la rete decisiva
FIRENZE. Sofyan torna dove ha preso forma il "nuovo" Amrabat, il calciatore in versione Verona capace di conquistare la Fiorentina (società) e Italiano, così da diventare il riferimento della Fiorentina nel momento in cui dirigenti e allenatori si sono trovati a decidere il modo in cui costruire il centrocampo senza Torreira. Otto mesi e mezzo dopo è un altro Amrabat quello che oggi rimette piede sul terreno dello stadio "Picco" e difficilmente non ripenserà alla serata del 14 febbraio scorso: che poteva essere disastrosa e che invece è stata l’inizio di una storia differente. Amrabat era titolare per la squalifica proprio di Torreira e a quei giorni il Nazionale del Marocco giocava soprattutto quando non giocava l’uruguaiano e quindi si trattava di occasioni da sfruttare per ritagliarsi uno spazio da protagonista subito e soprattutto in proiezione della stagione successiva. Spezia-Fiorentina lo era per mille motivi e probabilmente nulla avrebbe aggiunto diventando solo una tappa di passaggio e niente più se Amrabat non avesse favorito il gol dell’1-1 dei liguri (la formazione viola era in vantaggio dalla fine del primo tempo) perdendo il pallone dove non va mai perso, poi scaraventato da Agudelo alle spalle di Terracciano. Calcisticamente parlando, il baratro si apriva davanti ai piedi di Amrabat. Che a quel punto ha capito di non avere altre scelte e altre strade: gli serviva qualcosa di eclatante per "salvarsi". Minuto 90 o giù di lì: la Fiorentina cercava furiosamente la rete del sorpasso-bis per garantirsi una vittoria super importante nella corsa all’Europa, ma sbatteva contro il muro dello Spezia una due tre volte, fino a quando la soluzione la trovava appunto Amrabat pensando tutto da solo, facendo tutto da solo, con un tiro che non dava scampo a Provedel. Due a uno viola per Biraghi e compagni, gioia incontenibile dei tifosi al seguito, di più quella di Amrabat che aveva capito subito di non aver dato alla propria squadra non soltanto i tre punti. Sapeva, in quella sera di San Valentino, di aver iniziato una nuova vita dentro la Fiorentina. E così è stato attraverso altre riprove e altre conferme, ma tutto ha avuto ha inizio al "Picco". Da agosto a oggi non è più questioni di occasioni da sfruttare, di attimi da ritagliarsi con la pressione e i fari addosso che non t’aiutano. Dall’estate Amrabat è il regista designato della Fiorentina, a modo suo, cioè con le caratteristiche che gli sono proprie e questo se possibile aumenta il peso specifico nel gioco. Perché l’ex Verona interviene pesantemente in entrambi le fasi e adesso Italiano non può più fare a mano di lui se vuole una Fiorentina equilibrata e robusta: curioso pensare che tutto sia nato da un errore che avrebbe potuto compromettere il percorso di "Sofy" in viola. Ma quelli bravi si vedono nelle difficoltà. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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