Gioco
«Solo falsità dai nerazzurri»: Rocco furioso contro l’Inter
La Fiorentina: Commisso non ha dato pugni alla porta del loro spogliatoio I viola vogliono le scuse di Zhang. Da Milano tacciono. Caos in Maratona
FIRENZE. L’Inter accusa la Fiorentina (ma lo fa solo in via ufficiosa), la Fiorentina smentisce e pretende le scuse (che stando a quanto filtra dagli ambienti nerazzurri non sono destinate ad arrivare). Intanto l’arbitro Paolo Valeri rischia un turno di stop per gli errori commessi al Franchi sabato sera e la Digos di Firenze acquisisce il video in cui è ripreso un sostenitore interista, con indosso la maglia numero 32 di Dimarco, aggredito da un giovane a fine gara nel settore Maratona mentre qualcuno urla “Buttalo di sotto”. Se in campo tra Fiorentina e Inter è stata un’autentica battaglia vietata ai deboli di cuore, con i nerazzurri sempre avanti e i viola sempre in rimonta fino a subire al 95’ la rete viziata e fortunosa di Mkhitaryan per il 4-3 definitivo, fuori il clima è stato altrettanto burrascoso.
La Fiorentina ha diramato in tarda notte un comunicato per replicare a quanto raccontato a fine match (ripetiamo, in via ufficiosa) dalla dirigenza nerazzurra secondo cui Rocco Commisso avrebbe cercato di sfondare la porta degli spogliatoi degli ospiti. «L’Acf Fiorentina smentisce categoricamente tutte le voci che attribuiscono al presidente Commisso o ad altri dirigenti viola comportamenti violenti avvenuti al termine della gara – spiega la nota – Il presidente alla fine della partita è semplicemente sceso negli spogliatoi della Fiorentina per complimentarsi con l’allenatore e i ragazzi per l’ottima prestazione. Il presidente Commisso aspetta le scuse ufficiali da parte dell’Inter e del suo presidente Steven Zhang e di chi ha messo in giro queste notizie false, ristabilendo al più presto la verità».
Ancor prima del comunicato, dal clan viola hanno voluto ricordare la presenza degli ispettori di Lega e Procura Federale e inoltre quella porta conduce in una zona comune alle due squadre ed era apribile solo internamente: trovandola chiusa dall’esterno Commisso avrebbe cercato di richiamare l’attenzione di qualche addetto per farsela aprire per recarsi nello spogliatoio viola.
Dunque una versione all’opposto di quella fatta trapelare dalla dirigenza interista. Ieri presenti allo stadio Torrini di Sesto per la gara della Fiorentina Femminile c’erano Commisso e il resto dei dirigenti ma nessuno ha voluto aggiungere altro: «Ciò che dovevamo dire lo abbiamo detto lì». Chiusa qui? Staremo a vedere. Anche perché l’Inter ha fatto capire di non voler presentare alcuna scusa anche alla luce dell’acceso battibecco in tribuna, al fischio finale, fra l’ad nerazzurro Marotta e il dg viola Barone, strascichi di rapporti incrinati da tempo. Anche sugli spalti non sono mancati sabato momenti di tensione come dimostra l’episodio avvenuto a fine match in Maratona, ripreso con uno smartphone e diventato ben presto virale. Video che è stato acquisito dalla Digos di Firenze la quale ricorrerà anche alle telecamere dello stadio per cercare i responsabili per i quali – se individuati – scatterà il Daspo. Capitolo arbitro: la Fiorentina al momento non sembra intenzionata, al di là delle decise recriminazioni di Vincenzo Italiano nel post partita, a presentare le proprie rimostranze ai vertici arbitrali riguardo al contestato operato di Valeri, tra l’altro uno degli arbitri italiani designati per il Mondiale (per il Var) . Sotto la lente di ingrandimento il mancato cartellino rosso a Dimarco per il pericolosissimo intervento su Bonaventura ancor più del fallo (comunque evidente) di Dzeko su Milenkovic nell’azione sfociata poi nel 4-3 per i nerazzurri, due errori che potrebbero portare il designatore Rocchi a concedere al fischietto romanoi una “pausa di riflessione”.
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