La manifestazione
Fiorentina-Inter (3-4): è grande rimonta viola. Cabral, di rigore, riapre la gara. Ikoné trova il pari. Ma Mkhitaryan Ammaina la bandiera viola
Nerazzurri spietati al Franchi: Lautaro Martinez è mattatore. Prima segna Barella, poi raddoppia l’argentino. Il centravanti brasiliano dimezza la distanza. Al 95’ finisce il sogno della Fiorentina
FIRENZE. Firenze Questione di orgoglio, prima ancora che di qualità tecniche. Da una parte e dall’altra, perché nessuno al Franchi, ieri sera, voleva abbassare la testa. Si è deciso tutto negli ultimi 5 minuti di recupero, prima col momentaneo pareggio di Jovic, il 3-3, e poi col 4-3 dell’Inter firmato da Mkhitaryan, rilanciato da un errore di Venuti, che ha spezzato i sogni di rinascita di una Fiorentina che pure aveva davvero dato tutto, fino all’ultimo grammo di sudore.
A farla da padrone, sul campo, è stato lo spettacolo. Prima i viola rimediano due schiaffi fortissimi, nel giro di un quarto d’ora, poi dopo riescono a ritirare fuori la testa. Sospinti dagli oltre 36.500 spettatori – è record stagionale -, la squadra di Italiano ha provato ad andare oltre ad ogni difficoltà, trascinata dal solito Kouame e, soprattutto, da due dei giocatori più criticati, da una parte Cabral, bravo a spezzare la maledizione dal dischetto, e dall’altra Ikoné, capace di imprimere la parabola perfetta al pallone. Il terzo squillo, quando tutto sembrava perso, è arrivato col destro di Jovic: forse qui, sarebbe servita più pazienza nel tenere il pallino del gioco. Ma la Fiorentina ha provato a vincerla fino alla fine, fino a quando il calciatore armeno non ha trovato il graffio capace di ammutolire il Franchi.
I viola, per altro, possono recriminare la mancata sanzione su Dimarco, in occasione del rigore ai danni di Bonaventura: Valeri non ha estratto cartellini, ma forse lì un rosso non sarebbe stato un’eresia. Italiano, pur di ribaltarla, ha provato di tutto, mandando in campo l’artiglieria pesante, con Cabral e Jovic insieme, con Ikoné e pure Kouame. Non è bastato, ma da questo ko può rinascere una nuova storia, una rinascita fatta di consapevolezze più granitiche. I gol, il vero tallone d’Achille, fin qui della squadra, sono arrivati: restano da registrare determinati ingranaggi, compreso quello di farsi più cinici, ma simili crash test servono anche a questo. Da una serata così, c’è da prendere il lato positivo, quello di una squadra che non solo non si è arresa fino all’ultimo, ma ha provato a rovesciare la prospettiva.
E dire che questa gara pareva averla decisa il solito Lautaro, l’uomo capace di mette il proprio zampino su tutte e tre le marcature dell’Inter: chirurgico nell’aprire la strada a Barella, nel lasciare fermo sul posto il connazionale Martinez Quarta con un dribbling da capogiro e, infine, nel procurarsi il calcio di rigore del momentaneo 2-3, trasformandolo subito dopo. Due gol e un assist: diabolico. Lo aveva confessato ad una tv argentina di essere particolarmente ispirato e ha mantenuto la promessa pure al Franchi, in quello che è stato in passato il tempio di un altro argentino vero, Batistuta. Per la Fiorentina, alla fine, è quasi più forte la beffa. Intanto perché gli errori commessi, in fase di impostazione, finiscono per essere maledettamente velenosi, e poi perché, dopo averla raddrizzata, un po’ tutti sognavano la rimonta. Nonostante tutto. Già, perché dopo nemmeno 10 minuti di gioco, il forfait di Gonzalez con la sua uscita di scena, è diventato un macigno doppio. Alla fine vince la squadra di Inzaghi, al terzo successo di fila, mentre i viola non riescono a smuovere la classifica, con un solo successo negli ultimi nove turni di Serie A. Stavolta, però, è diverso: non conta il saldo negativo di ben otto punti rispetto alla passata stagione, a fare la differenza è l’atteggiamento del gruppo. È vero, conta la classifica, ma una Fiorentina a trazione offensiva come quella vista ieri sera apre nuovi scenari. Il terreno da recuperare, in classifica, è diventato una prateria, ma la sofferenza dell’Inter nei minuti finali lascia ben sperare in vista del futuro, a cominciare dalla sfida di Conference di giovedì . Bisogna crederci. l
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Le formazioni
FIORENTINA (4-3-3): Terracciano; Dodo, Milenkovic, Quarta, Biraghi; Bonaventura, Amrabat, Duncan; Gonzalez (9’ pt Ikoné), Cabral, Kouamé. All.: Italiano.
INTER (3-5-2): Onana; Skriniar, De Vrij, Acerbi; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Correa, Lautaro. All.: Inzaghi.
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