Gioco
Mandragora alza il tiro, dopo due legni di fila a Lecce vuole il riscatto
Senza Amrabat sarà lui a dettare tempi e traiettorie
FIRENZE. Rolando Mandragora punta a riavvolgere il nastro. Come nel gennaio 2020, quando un suo assist (per Rodrigo De Paul) permise all’Udinese di farsi corsara a Lecce. Lo sa bene pure lui: stavolta, in ballo c’è molto di più. Dopo il successo in Conference League, con la Fiorentina capace in una notte sola di mettere in un angolo quella sterilità offensiva diventata una spada di Damocle e di sistemare quasi in cassaforte il passaggio almeno ai prossimi play off della competizione, adesso bisogna scalare la classifica in campionato.
E dopo essere stato fermato dal doppio palo, l’altra sera, contro gli scozzesi e pure nella sfida con la Lazio, punta a farsi faro, per condurre la sua squadra al primo successo esterno della stagione in Serie A. L’obiettivo è spazzare via quei numeri maledettamente al ribasso che stanno descrivendo queste prime nove giornate: alla decima, la missione è quella di cambiare registro, anche per non soccombere di fronte ai paragoni con la passata stagione.
Mandragora non aspetta altro: senza Amrabat, fermato per un turno dal giudice sportivo, toccherà a lui trasformarsi nel play capace di dettare i tempi e ispirare i compagni, provando magari, al momento giusto, anche a spingersi in avanti, per sfruttare quel sinistro chirurgico con cui, alla prima giornata, per esempio, ha battuto Radu, sfruttando pure una sua macroscopica ingenuità. È a caccia del gol numero 10 della carriera nel massimo campionato e costruirlo nella notte che tutti si augurano essere quella definitiva rinascita della Fiorentina sancirebbe la chiusura di un cerchio. Lo ha scritto pure nel suo ultimo post social: «Grande vittoria in Conference, ora però testa al prossimo impegno in campionato».
Sì, perché il centrocampista arrivato a Firenze l’estate scorsa dal Torino (via Juventus) non è di quelli che si accontentano facilmente: ha scelto la maglia viola per le ambizioni del club, nelle quali da subito si è rispecchiato, e pure per fare il salto di qualità. Ora ha bisogno di tradurre queste intenzioni in azioni concrete per iniziare a risalire la china e, soprattutto, per non scivolare ancora più giù. Fin qui, Mandragora è stato il jolly perfetto per il centrocampo di Italiano.
Ha fatto bene da mezzala (la maggior parte delle volte) , mentre in fase di impostazione ha viaggiato più a corrente alternata, annullando Marin con l’Empoli ma finendo in affanno in Turchia, non riuscendo a far ripartire il gioco con la stessa fluidità con cui si era francobollato a Biglia. La prima scossa spera di contribuire a darla stasera, in un campo che rischia di farsi bivio della stagione viola: c’è da trovare il successo in ogni modo, per dare continuità al successo del Franchi dell’altra sera, e pure per fare il pieno di entusiasmo in vista dell’anticipo che si giocherà sabato prossimo al Franchi, contro l’Inter di Inzaghi. Mandragora non aspetta altro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
