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Calcio: Conference League

Italiano rilancia: «Niente è perduto». Orgoglio e coraggio per rinascere

di Francesca Bandinelli
Italiano rilancia: «Niente è perduto». Orgoglio e coraggio per rinascere

Fiorentina, la sfida contro gli Hearts di stasera è uno spartiacque dopo i quattro schiaffi presi dalla Lazio

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FIRENZE. Vincenzo Italiano guarda il bicchiere mezzo pieno. «Siamo pronti a reagire – dice -. Nulla è perduto. La Conference è un’opportunità, non un peso: il solo nèo è il poco tempo per rifiatare». I quattro schiaffi subìti contro la Lazio fanno parte del passato, l’unica cosa che conta è tornare a macinare risultati. La sfida contro gli Hearts di stasera rappresenta a uno spartiacque. «In Europa nessuna gara è scontata. Se approcciamo il match in un certo modo, possiamo toglierci delle soddisfazioni. Sfortuna? No, dobbiamo dare di più e ribaltare gli aspetti negativi».
Serve una vittoria a tutti i costi: intanto per lasciarsi alle spalle gli scozzesi, che nella classifica del girone inseguono a distanza di un punto, e poi per continuare a tenere testa ai turchi del Basaksehir, continuando a cullare il sogno di superare il girone. Un altro stop aprirebbe scenari che nessuno, adesso, intende prendere in considerazione, a cominciare dall’allenatore viola. Cita persino Julio Velasco, tecnico di pallavolo argentino che ha portato l’Italvolley maschile sul tetto del mondo: «Chi vince festeggia, chi perde spiega». A lui è toccata la seconda e gli fa ancora male. Ecco perché l’unica cosa che conta, adesso, è tornare a macinare gol e punti. «Una squadra che ha voglia di reagire non si porterà dietro gli ultimi dieci minuti visti contro la Lazio – dice -. Dobbiamo andare in campo cercando il risultato, confermando quanto di buono visto, senza pensare agli ultimi risultati. Serve testa e qualità, in pratica l’approccio giusto, lo stesso visto in Scozia». È troppo brutta e discontinua questa Fiorentina per essere vera: Italiano lo sa benissimo. È lui a rimarcare il ritardo in Serie A – «Siamo indietro di sei punti rispetto a un anno fa» -, ma non per questo intende darsi per vinto. È concentratissimo e sta ben attento a non commettere l’errore di sottovalutare nulla: «In campo internazionale non esistono partite facili. Abbiamo l’occasione di ribaltare la prospettiva rispetto a quanto accaduto lunedì contro la Lazio. Mi aspetto orgoglio e reazione». Oltre a tanti gol, che poi sono il vero nervo scoperto della Fiorentina. «È lì che dobbiamo crescere. Sottoporta si vincono le partite, i campionati: di sicuro le si indirizzano. Lunedì abbiamo concesso all’avversario 5 o 6 tiri incassando 4 reti: loro ce ne hanno concessi 25 e non abbiamo fatto nemmeno un centro. Mi chiedete se sia un problema di qualità, di movimenti? Io so che dobbiamo migliorare». Per lui, interprete e filosofo di un calcio propositivo, questo, è il boccone più amaro da inghiottire.
Lorenzo Venuti, invece, va oltre e torna sui fischi piovuti addosso alla squadra dopo la pesante debacle contro Immobile e compagni: «Affrontiamo questa competizione con coraggio – ribadisce -. Il malumore è figlio delle alte aspettative che abbiamo creato la passata stagione. Stiamo facendo peggio di quanto ci si attendeva, ma ai tifosi dico di continuare a tifare, di mettere da parte critiche distruttive, di incitarci e darci una mano. Siamo consapevoli delle nostre debolezze, ma l’impegno non manca da parte di nessuno. Capisco il dispiacere della gente, ma spero che facciano il loro ruolo, ovvero il dodicesimo uomo in campo». La città, intanto, si è ritrovata invasa di tifosi scozzesi, tutti concentrati in Santa Croce, ma fin qui senza creare problemi di ordine pubblico. 
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