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La sfida

Milenkovic contro Re Ciro. Tocca al serbo fermare il vice-cannoniere della A

di Francesco Gensini

	Nikola Milenkovic torna in campo in Serie A dopo la ripresa giocata contro gli Hearts
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Nikola Milenkovic torna in campo in Serie A dopo la ripresa giocata contro gli Hearts

Il pilastro della difesa è atteso dal test più significativo

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FIRENZE. La prova generale di giovedì per Nikola Milenkovic, la prima dopo essere rimasto solo in panchina nella trasferta precedente di campionato a Bergamo contro l’Atalanta per non rischiare ricadute deleterie, è andata come meglio Italiano non poteva sperare. Quarantacinque minuti senza scossoni dentro una partita già indirizzata e decisa dai due gol segnati da Mandragora e Kouame nel primo tempo, e contro un avversario “facile” che non stava creando alcun tipo di problema né alla Fiorentina e né di conseguenza al difensore serbo. Che aveva bisogno proprio di un rientro di questo genere per verificare l’adduttore infortunato il 3 settembre scorso nella partita con la Juventus: attaccanti degli Hearts inoffensivi, test perfetto. Ma oggi, a proposito di esami, sempre per la squadra viola e soprattutto per lui ce n’è uno di ben altra consistenza: si chiama Ciro Immobile. E se la Lazio gioca il carico da undici presentandosi con uno dei goleador più prolifici del calcio italiano di ogni epoca, la Fiorentina risponde con uguale forza d’urto mettendo in campo un difensore da 179 partite disputate in maglia viola ad appena 25 anni (li compirà dopo domani) che fanno di Milenkovic il giocatore con più presenze dentro al gruppo di Italiano. Il suo è un bagaglio di esperienza notevole, a cui poi associa personalità, forza fisica e carattere, quest’ultimo evidenziato in tante occasioni e utile nel suo caso, ad esempio, ad uscire dall’impasse che ne aveva caratterizzato il rendimento nella stagione 2020-21 post-covid. Lo scorso anno ha cambiato passo alzando nettamente il livello delle prestazioni e meritandosi – non solo per quello ovviamente – il prolungamento di contratto fino a giugno 2027 in un progetto condiviso con la società di diventare capitan futuro di questa squadra. E il futuro è già oggi in tutti i sensi: perché lo impone il calendario fitto di impegni e appuntamenti che impongono di guardare avanti e basta, figuriamoci per chi ha da recuperare il terreno perduto suo malgrado come il difensore ex Partizan, al quale erano bastate poche partite tra campionato e Conference League per dimostrare di essere l’unico elemento insostituibile della Fiorentina attuale. Poi, è arrivato il problema muscolare a complicare tutto, a fermarlo fino agli Hearts. Insostituibile non tanto per dire: nelle sei partite in cui ha dovuto rinunciare a Milenkovic (comprese le due contro Udinese e Atalanta nelle quali è rimasto in panchina in forma precauzionale) , la formazione di Italiano ha ottenuto appena quattro punti, frutto di una vittoria e un pareggio contro ben quattro sconfitte. Più riprova di questa non c’è. Anzi, c’è. Mister 187 gol in Serie A. Re Immobile, appunto. Ma questa è un’altra storia ed è tutta da raccontare.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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