Sicurezza
Viola, la meglio gioventù
Bianco, dopo il debutto in Conference League, sogna quello in A. In rampa di lancio ci sono anche Toci, Distefano, Favasuli e Krastev
FIRENZE. È la meglio gioventù. Rigorosamente viola, perché questa maglia, per tanti, è ormai una seconda pelle, oltre ad uno stile di vita. L’ultimo in ordine di tempo a brindare al traguardo del debutto, stavolta in campo internazionale, in Conference League contro gli Hearts, è stato Alessandro Bianco, classe 2002, Under 20 della Nazionale Italiana, capace di sorprendere per la determinazione agonistica messa in campo al Tynecastle stadium. Ha festeggiato il traguardo con semplicità, con un post social capace di catturare l’attenzione dei più grandi, da Mandragora a Saponara senza dimenticare Torreira, l’ex compagno di squadra conosciuto la passata stagione lesto a fargli arrivare il suo messaggio («Bravo fratellino, meriti il meglio») . Adesso, per chiudere il triangolo serve affacciarsi in Serie A, e cercare di lasciarci il segno. Vincenzo Italiano, che già alla prima sua prima partita alla guida della Fiorentina, in Coppa Italia, contro il Cosenza gli fece conoscere l’emozione dell’esordio assoluto con i professionisti, presto potrebbe lasciare accendere i riflettori su altri giovani talenti, perché alla base di questo iceberg di qualità c’è tanto altro ancora.
In rampa di lancio ci sono Filippo Distefano, attaccante diciannovenne che con Aquilani si sta ritagliando spazio e attenzione, ma anche Costantino Favasuli, centrocampista di 18 anni che in ritiro a Moena si è mostrato nella sua veste migliore, fame di arrivare e voglia di imparare. L’altro che presto potrebbe spiccare il volo è pure Eljon Toci, nazionalità albanese arrivato in viola dal Sud-Tirol nell’agosto 2020, mostrando subito movimenti e intuizioni capaci di conquistare, senza dimenticare Dimo Krastev, difensore bulgaro del 2003.
Il nuovo centro sportivo di Bagno a Ripoli, la casa dove dalla prossima stagione si troveranno ad interagire (e soprattutto a lavorare insieme) i tesserati delle squadre viola nazionali permetterà di fare un ulteriore passo in avanti. Italiano avrà modo di osservare tutti da vicino, di interagire ancora più a stretto contatto con Alberto Aquilani e di dare una ulteriore spinta ad un vivaio che, da sempre, ha sfornato un talento dopo l’altro, da Bernardeschi a Chiesa, da Sottil a Castrovilli, in linea con la tradizione del club.
La soddisfazione, al di là del ko della Primavera (il primo della stagione) maturato ieri a Frosinone, per questa linea verde sempre più importante è anche del presidente Commisso. L’ha ribadita pure ieri, giusto prima di incontrare altri giovani, all’istituto di istruzione superiore Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli, intervenendo sulle strategie di marketing e sul successo della sua Mediacom: «I ragazzi si sono “svegliati” – ha detto -. Sono molto contento per Jovic, Kouame e Bianco, ma ora guardiamo avanti, alla prossima partita».
La Fiorentina, terzultima squadra di Serie A per numero di calciatori stranieri in rosa, si prepara a raccogliere i frutti: è rimasto pure Luca Ranieri, altro ragazzo cresciuto nella “cantera”, e l’obiettivo è provare ad alzare ancora un po’ l’asticella. Magari per trasformarsi davvero in un bacino per le nazionali, a cominciare da quella maggiore di Mancini, a caccia di riscatto e pure di nuovi leader.
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