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Rinascimento nell’inferno scozzese. Italiano: «Fiorentina, credici e osa»

di Francesca Bandinelli

	Vincenzo Italiano è alla ricerca del primo successo esterno in Europa Luka Jovic è a secco di gol dal 14 agost
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Vincenzo Italiano è alla ricerca del primo successo esterno in Europa Luka Jovic è a secco di gol dal 14 agost

Il tecnico: «Serve lo spirito di chi sa quanto conti il successo esterno adesso»

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L’importanza cruciale della sfida contro gli scozzesi dell’Hearts Vincenzo Italiano la sa benissimo. Tutta la fatica fatta per conquistare il pass per la fase a gironi non può essere vanificata sempre per il solito maledetto motivo, il gol che non arriva. Serve essere «spavaldi», spiega. C’è da «forzare la mano, da iniziare a proporre qualcosa di diverso perché questo è ciò che richiede la classifica. Davanti dobbiamo essere più incisivi». C’è bisogno in ogni modo dei tre punti, andando oltre a tutto, anche alla quanto mai probabile assenza dall’inizio di Nico Gonzalez, partito per la Scozia ma ancora non completamente libero dal dolore al tallone. A cambiare, spiega l’allenatore, deve essere l’atteggiamento della squadra: «Dobbiamo essere più coraggiosi – spiega Italiano dal ventre del Tynecastle Park dove la Fiorentina si è presentata in ritardo rispetto all’orario fissato dalla Uefa (per la terza volta su altrettante trasferte) -. Forse quando giochiamo lontano dal Franchi non abbiamo lo stesso piglio che riusciamo a mostrare in casa. Ma è anche così che si vince». Osando, appunto.
E ora, dopo aver toccato il fondo del girone, l’unica cosa possibile è risalire la china. «Serve lo spirito di chi ha voglia di vincere in trasferta, di chi sa quanto conti la vittoria in questo momento. Sono convinto che con poco possiamo prenderci l’intera posta in palio. Non è semplice quando si gioca fuori, ma dovremo essere diversi. Da subito». La Fiorentina il “mal da trasferta” lo aveva accusato un po’già la passata stagione: la percentuale maggiore di punti, in campionato, era arrivata al Franchi (seconda squadra più efficace, dietro all’Inter) , ma in trasferta erano stati costruiti successi importantissimi, contro l’Atalanta in Coppa Italia o col Napoli in Serie A. Quest’anno, invece, la vittoria esterna è ancora una chimera: l’ultima è vecchia di sei mesi (quella del Maradona, appunto) , nessuno può essere contento. Ecco perché serve una sterzata immediata, già stasera: c’è da cancellare il ko di Istanbul, con i tre schiaffi rimediati dal Basaksheir, e, soprattutto, da rimettere al centro l’orgoglio.
Italiano, non a caso, va a pizzicare le corde motivazionali dei suoi, a cominciare da Jovic. «A Bergamo l’ho visto con uno spirito diverso: Luka è un ragazzo intelligente e ha solo 24 anni. Ha bisogno di fiducia e dobbiamo dimostrargliela tutti. Mi auguro che trovi il guizzo, magari con un gol “sporco” che possa in qualche modo fargli crescere l’autostima. Poi, però, serve un po’d’orgoglio personale». Tocca al serbo metterci quel grammo in più di malizia, forse pure di sfrontatezza, togliendosi di dosso tutte le tossine possibili, pure quelle accumulate dopo il rigore sbagliato contro la Juventus.
La Fiorentina, dal canto suo, dovrà essere pronta a calarsi nell’inferno dello stadio scozzese: «Ci troveremo in un clima infuocato come quello visto in Olanda e dovremo fare come lì, alzando il livello di percezione del pericolo e pareggiando il furore che gli Hearts metteranno in campo. Abbiamo visto che di fronte a situazioni importanti, questa squadra sa cambiare il rendimento. Dobbiamo fare a meno di Sottil, Barak è acciaccato e Ikoné è squalificato: tutti devono dare il massimo». È la notte della verità: conta solo vincere. Per non doversi leccare ferite che rischiano di diventare profondissime. 
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