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Viola, serve un cuore che batte forte. Contro l’Hearts conta solo vincere

di Francesco Gensini
Viola, serve un cuore che batte forte. Contro l’Hearts conta solo vincere

La sfida di Edimburgo diventa il crocevia della stagione: è caccia al riscatto

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FIRENZE. Crocevia Edimburgo. C’è poco da fare e men che mai da dire in una chiave differente: la partita contro gli Hearts rappresenta un punto di svolta per la Fiorentina anche se siamo appena al 6 ottobre (giorno della gara). Con una vittoria, Biraghi e compagni darebbero di nuovo corpo e sostanza alle speranze di andare avanti in Conference League, sempre con un occhio a quello che farà il Basaksehir. Con una sconfitta, viceversa, il cammino potrebbe dirsi compromesso se non chiuso del tutto (il pareggio non darebbe una risposta così netta, ma certo non invoglierebbe all’ottimismo e alla fiducia) e lo scenario che si presenterebbe diventerebbe il peggiore: fuori dall’Europa a ottobre in un girone certo non proibitivo, oltre ad un ritardo in campionato da colmare con grande sforzo e uguale necessità da qui alla sosta per non configurare la seconda parte di stagione all’insegna dell’aurea mediocritas. Che a Firenze irrita solo a pensarci. Può una sola partita mettere “in palio” tutto ciò? Forse sì, forse no. Dipende dall’incastro dei risultati nell’immediato e in quello che resterà del calendario, ma che la Fiorentina arrivi in Scozia con un carico sicuramente inatteso di responsabilità e di “obblighi” è altrettanto sicuro e a lasciarlo in eredità è stato chiaramente il 3-0 rimediato a Istanbul proprio contro il Basaksehir. Considerato che al debutto nel girone la formazione viola aveva pareggiato al “Franchi” contro l’Rfs Riga, sprecando un’occasione incredibile contro un avversario nettamente inferiore per qualità tecniche, ecco spiegata l’importanza quasi capitale della trasferta a Edimburgo, dove la Fiorentina dovrà tra le altre cose fronteggiare l’entusiasmo e la spinta dei ventimila supporters degli Hearts. Almeno lo potrà fare col sostegno di quasi mille, ammirevoli tifosi viola che saranno il tramite di tutta la passione di Firenze in questo momento cruciale per la squadra di Italiano.
Di sicuro Firenze ci crede e non si “arrende”, e lo dimostra l’entusiasmo con cui accompagna le partite della formazione viola al “Franchi”, ben sapendo che ci sono ancora margine e tempo per tornare protagonisti. Ma c’è un’altra consapevolezza: che ogni occasione persa restringe il raggio d’azione per la risalita in primis nelle due classifiche e poi nelle ambizioni, mentre viceversa allarga quello delle recriminazioni. Ecco perché la partita in Scozia è così importante per la Fiorentina, anzi decisiva: sbagliarla avrebbe un effetto dirompente non soltanto sull’andamento nel girone di Conference League, ma anche su tutte le certezze già minate dal rendimento al di sotto delle aspettative in questa prima parte di annata.
E invece la Fiorentina adesso ha soprattutto bisogno di ritrovare fiducia e consapevolezza, cioè quelle caratteristiche che l’hanno contraddistinta nello scorso campionato e che le hanno permesso la scalata fino al settimo posto e al ritorno in Europa. Domani, insomma, non sarà solo una sfida agli Hearts per cercare di batterli, sorpassarli in graduatoria e andare a caccia del Basaksehir sulla strada degli ottavi di finale: è un esame vero e proprio per non disperdere quanto è stato conquistato faticosamente in tanti mesi e poi difeso ai playoff di agosto. Immaginare la Fiorentina già fuori dall’Europa farebbe un gran male e metterebbe tutti in discussione, ma questo è un gruppo che ha dimostrato di saper dare prova di autorevolezza e forza, assumendosi le responsabilità di cui sopra per girare il destino e i risultati richiesti a proprio favore. È il momento giusto per tornare a farlo. 
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