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Italiano, una scossa alla sua Viola: «Ci manca solo il gol, ma io ho fiducia»

di Francesca Bandinelli
Italiano, una scossa alla sua Viola: «Ci manca solo il gol, ma io ho fiducia»

Il tecnico difende Jovic: «È un attaccante di razza. Dobbiamo fargli ritrovare il sorriso»

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FIRENZE. Il gol come panacea di tutti i mali. Vincenzo Italiano non ci gira intorno: «Ci manca solo quello: ecco cosa ci ha frenato fin qui. Bisogna concretizzare e attaccare meglio». A poche ore dalla ripresa del campionato e del tour de force che scandirà l’avvicinamento al Mondiale – «stavolta non sarà solo la Fiorentina a dover fare i conti con tanti impegni ravvicinati» – il tecnico dei viola scuote i suoi.

«Dovremo avere anche fuori casa lo stesso spirito che mettiamo in campo davanti ai nostri tifosi, quello di una squadra coraggiosa, capace di far valere la sua intraprendenza ovunque. Io, però, sono fiducioso: abbiamo tre punti in meno rispetto ad un anno fa, ma siamo ancora a inizio stagione. Per come vedo lavorare i miei giocatori, sono convinto che potremo toglierci delle soddisfazioni. Il presidente Commisso ha chiesto di verticalizzare di più il gioco e fare meno passaggi all’indietro? So bene cosa intende dire. Lui, come tutti noi e i nostri tifosi, vuole vincere, magari segnando quattro o cinque reti a volta. Con quelle parole intendeva darci una svegliata là davanti. Anche perché linee orizzontali e pure retropassaggi, la passata stagione, ci hanno dato frutti strepitosi».

Le carezze più dolci sono tutte per Luka Jovic, l’attaccante serbo arrivato in estate e rimasto prigioniero di quel rigore sbagliato contro la Juventus. «Ha 24 anni e ampi margini di miglioramento. Ha dimostrato già di essere un centravanti di razza: deve solo ritrovare fiducia e voglia di rendersi decisivo. Tocca a noi, però, metterlo nelle giuste condizioni e fargli ritrovare il sorriso, che poi, per un attaccante, significa il gol». Gli serve solo riaccendere l’interruttore e accanto a sé, il serbo, ha un gruppo pronto a sostenerlo e a supportarlo.

Italiano non aspetta altro se non sorprendersi ancora di fronte ai suoi giocatori: «Contro Napoli e Juventus siamo stati protagonisti di due prestazioni importanti e questo ci rende consapevoli di quello che sappiamo e possiamo fare. A frenarci, semmai, è stato qualche problema sottoporta: di certo non dobbiamo aspettare gli avversari». La determinazione di andare a costruire gioco, insomma, non dovrà mancare nemmeno domani, contro una delle squadre più pericolose, al di là delle assenze. «Io non mi sono mai dimenticato dell’Atalanta, c’è un allenatore grandioso e pure i giocatori non sono da meno. Avranno pure voglia di rivalsa: stanno alternando l’atteggiamento del passato recente a strategie diverse, sulla base di chi si trovano a dover fronteggiare. È vero, la scorsa stagione abbiamo sempre vinto noi: a premiarci è stata la voglia di portare a casa il risultato, le gare sono sempre state complicate e molto equilibrate. Ci troveremo di fronte a un avversario in grande forma e con una consolidata autostima: sono lì, in alto, con merito». Tocca alla Fiorentina provare ad infliggere la prima sconfitta interna stagionale a Gasperini e ai suoi uomini, regalando così a Italiano il suo personale poker di successi in viola contro la Dea.

Tra le chiavi tattiche, c’è anche quella legata a Kouame, il jolly offensivo che potrebbe essere riproposto attaccante centrale: «Per caratteristiche può fare la prima punta, è diverso rispetto a Cabral e Jovic e cercheremo di aumentare le sue percentuali realizzative. Christian va più in verticale e può muoversi in diversi punti del campo. L’idea di un tridente con tutti e tre in campo nello stesso momento? È una pazzia – ammette rispondendo ai canali social del club alla domanda di un tifoso -, perché si deve sempre valutare lo svolgimento di una partita. Ci sono momenti diversi, ma per un arrembaggio (sorride, ndr) mai dire mai». Dovranno essere valutate le condizioni di Sottil, così come quelle di Gonzalez: ma chi sente tantissimo la sfida di domani è l’ex Gollini. «Ha avuto un piccolo problema al ginocchio, ma da qui a domani sarà recuperato. Conosce bene l’ambiente di Bergamo, tiene molto a questa gara. Come tutti noi».  

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