La manifestazione
Milenkovic, è count-down: torna il sergente di ferro
Il centrale serbo va di corsa: ha messo l’Atalanta nel mirino. Vuole sancire la riscossa difensiva della Viola, aspettando Dodô
FIRENZE. Un gol subìto contro l’Rfs Riga in Conference League, due contro il Bologna, addirittura tre contro il Basaksehir ancora in Europa nella seconda giornata del girone e porta mantenuta inviolata solo domenica scorsa contro il Verona. I problemi in difesa della Fiorentina si chiamano (anche) Nikola Milenkovic, nel senso che le partite prese in esame sono tutte legate all’assenza del forte centrale serbo che poche settimane ha esteso il contratto con la società viola fino al 30 giugno 2027, primo ed eloquente segnale del peso specifico che ha dentro la squadra di Italiano. Poi, quello più importante e significativo lo offre il campo, specialmente da un anno a questa parte in cui la differenza se Milenkovic c’è o non c’è si nota eccome. E difatti l’inizio della nuova stagione era stato in linea, anzi con punte di rendimento superiori, avendo raggiunto il difensore di scuola Partizan la piena maturità psico-fisica a un attimo dai venticinque anni (li compirà il 12 ottobre).
Forte, giovane ed esperto (punta le duecento presenze con la maglia viola): averne di difensori del genere e la Fiorentina quando non ce l’ha se ne accorge. La sua assenza nelle gare appena ricordate è un buon motivo per spiegare i patimenti e gli errori che il reparto arretrato ha commesso di per sé e non certo aiutato per evitarli, ad esempio, dai centrocampisti in interdizione o dagli attaccanti nel compito di schermatura sulla costruzione del gioco avversario. Ma tutto questo avrà comunque un cambiamento col rientro di Milenkovic: il recupero dalla lesione di basso grado all’adduttore della coscia destra è ormai giunto alla fase conclusiva e la sosta gli consentirà di portarlo a termine per essere in campo domenica 2 ottobre a Bergamo alla ripresa del campionato, una volta avuto il via libera dai nuovi accertamenti. Fuori il serbo, Igor un po’ bene e un po’ male (e out all’esordio nella fase a gironi di Conference per l’espulsione rimediata in Olanda nella partita di ritorno dei playoff), Martinez Quarta alla ricerca della miglior versione del giocatore apprezzato all’arrivo in Italia: è logico che la difesa della Fiorentina sia andata in difficoltà con tutte quelle rotazioni obbligate di elementi da una partita all’altra. Anche così, si spiegano i passaggi a vuoto e i gol incassati più per demerito proprio che per merito altrui, però il Verona ha lasciato quei messaggi - tra gli altri - che Italiano sperava davvero di ricevere. Intanto, Terracciano imbattuto, quindi la prestazione di Quarta che, se responsabilizzato e chiamato a prendersi un ruolo preciso, sa essere determinante (lo scatto definitivo avverrà quando eviterà le distrazioni che possono essere pagate a caro prezzo), costringendo in qualche maniera Igor a tornare il difensore implacabile dello scorso anno per mantenere il posto (e la concorrenza sana e competitiva va sempre benissimo), infine il recupero di Milenkovic a fare da collante tra i vari componenti. Con tutti e tre a Firenze (né Quarta e né Milenkovic, ovviamente, sono stati chiamati nelle rispettive Nazionali dai selezionatori), la pausa fino all’inizio del mese consentirà di sistemare in un modo o nell’altro tutto quello che non ha funzionato finora. Traguardo, la difesa immaginata titolare o comunque più rappresentativa per le gare che contano (cosa che finora per una ragione o per l’altra non è stata possibile per Italiano): manca un ultimo tassello che si chiama Dodô, a sua volta in infermeria per la lesione di medio grado rimediata ai gemelli del polpaccio nella trasferta di Bologna esattamente dieci giorni fa. Per il brasiliano ci vuole un altro po’ di pazienza e soltanto all’inizio della prossima settimana, con la nuova valutazione clinica, sarà possibile avere un quadro più chiaro sui tempi di rientro (metà ottobre rimane al momento ancora l’indicazione di massima), ma almeno sempre grazie alla sosta perderà un paio di partite in meno in questa rincorsa della Fiorentina verso la normalità.
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