La protesta
Ikoné non è un miraggio: allora si può! / Karma viola
I rigori? Bisogna essere meno democratici e più efficaci: tiri solo chi lo sa fare
Iniziamo dalle cose belle, perché di brutte nelle ultime settimane ne abbiamo viste anche troppe. I trentamila del Franchi, il gemellaggio tra le due tifoserie e il sole che, come si sa, bacia i belli e accarezza e riscalda i cuori impauriti dei tifosi Viola alla lettura delle formazioni. Fiorentina incerottata e con tante assenze, e che schiera al centro dell’attacco Kouame. Non cambia l’idea del modulo, che però con Barak che attacca la profondità diventa spesso più un 4-2-3-1 che il consueto 4-3-3. La Fiorentina rinuncia al possesso palla quasi isterico di questo inizio di stagione e all’improvviso, quasi per magia si creano gli spazi in cui si infilano i Viola. Al Franchi i tifosi si chiedono se sia un miraggio Ikoné, che lanciato da un fallo laterale invece che, aspettare i difensori, ragionare con qualche sostenitore nel parterre di tribuna ed anche con un vigile che a bordo campo, saltarne un altro paio e poi andare a sbattere contro un avversario, va dritto verso l’aria di rigore e tira. Allora si può! Non è vietato dal Var. Il più sorpreso di tutti poi è Montipò, il portiere del Verona che tutto si sarebbe aspettato fuorché un tiro giocando contro i viola e addirittura nello specchio della porta: 1 a 0. La Fiorentina ci prende gusto e continua ad approfondire questa meravigliosa scoperta della conclusione a rete. A quel punto, però, Montipó è preparato e para tutto.
La Fiorentina ha l’opportunità di raddoppiare con un rigore, ma Biraghi se lo fa parare. E qui serve un apprendimento. Perché Biraghi ha sbagliato tre rigori su cinque battuti in carriera, tra cui gli ultimi due piuttosto malamente. Il commento del vice di Italiano, che lo ha sostituito in sala stampa per afonia o perché voleva prendersi un momento tutto per se, come dichiarato dallo stesso Niccolini, è che i rigori li tira chi se la sente. Noi vorremmo che iniziasse a tirarli chi lo sa fare, come i calci d’angolo e le punizioni, meno democratico ma forse un pochino più efficace. Il secondo tempo la Fiorentina soffre, Terracciano rinvia lungo una caterva di palloni, l’arbitro con le sopracciglia disegnate col compasso, vede falli e distribuisce cartellini come se fosse a distribuire i premi alla ruota della festa dell’Unità, e a un certo punto Italiano chiede a Jovic se se la senta di entrare. E qui abbiamo versioni contrastanti: c’è chi dice che il serbo non abbia sentito il suo mister complice la suddetta afonia e chi giura che fosse impegnato in una fondamentale partita a Call of Duty, chi racconta che stesse controllando chi gli aveva marcato a fantacalcio. Fatto sta che Italiano si è girato ed ha trovato Cabral già pronto ad entrare in campo.
La Fiorentina ha segnato il 2 a 0 con Nico Gonzalez e i tifosi possono passare queste due settimane di sosta senza il pensiero del Lecce di Corvino che ci avrebbe potuto agganciare e sorridendo anche per il risultato proveniente da Monza. Ogni tanto non tocca a noi regalare le prime gioie ai tifosi avversari, non succede spesso ma ogni tanto succede. E allora oggi lo possibile dire: siamo ufficialmente in lotta per il terzo scudetto!
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