Il Tirreno

Firenze

L'analisi

Fiorentina, il bivio è alle porte

di Francesca Bandinelli

	Un'azione di gioco
◗
Un'azione di gioco

I numeri certificano lo sprofondo: la vittoria manca da un mese, i gol non arrivano. I punti in classifica sono la metà esatta della passata stagione: serve una scossa subito

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Domani, contro il Verona, in ballo non ci sono solo i tre punti. C’è molto di più. C’è da cancellare il ricordo dei fischi del Franchi contro il Riga e, soprattutto, l’amarezza del doppio ko (consecutivo) con Bologna e Basaksehir. Per non veder franare (ancora di più) il terreno sotto ai propri piedi, è soltanto uno il risultato possibile: vincere. I numeri, fin qui, non tornano e tocca a Italiano, uno dei principali artefici del "Rinascimento" fiorentino della passata stagione trovare la chiave giusta per aprire il forziere. È vero: il primo vero obiettivo, la qualificazione alla fase a gironi di Conference League, è stato centrato, ma fin qui all’appello c’è solo quello. Dopo le due vittorie consecutive di inizio stagione, contro Cremonese e Twente, c’è stato il vuoto. Si è passati dall’X-Factor viola, con cinque pareggi (intervallato dal ko di Udine), a due scivoloni consecutivi, a Bologna e Istanbul, di quelli capaci di lasciare il segno. I conti non tornano. La classifica, che la passata stagione dopo sei turni vedeva la Fiorentina al quinto posto con 12 lunghezze, con una media di due punti a partita, piange già metà del bottino: sono solo sei quelli messi insieme fin qui, con un successo vecchio di oltre un mese arrivato per altro in maniera rocambolesca (con la complicità della papera di Radu), che certificano l’undicesimo posto. Un anno fa, dopo sei turni di campionato, i successi erano quattro, il doppio esatto di oggi sommando le due competizioni in cui è coinvolta la Fiorentina e c’era già un bomber certificato, Dusan Vlahovic. Jovic, il suo potenziale erede arrivato in estate dal Real Madrid, è fermo a una marcatura, oltre a un rigore sbagliato e diverse altre occasioni sprecate, mentre Cabral l’unico acuto lo ha confezionato al Franchi, contro il Twente, finendo pure lui con l’essere risucchiato nelle sabbie mobili delle difficoltà. I gol sono evidentemente meno rispetto ad un anno fa: quelli realizzati in campionato sono cinque, a cui se ne sommano tre in Conference. Otto contro nove. Piange pure il passivo, con 11 centri subiti, a dispetto dei nove della stagione 2021/22. Ecco perché c’è da correre subito ai ripari. Italiano non sta rischiando il posto: entrambe le parti in causa hanno fatto una scelta ben precisa in estate, continuando insieme il percorso iniziato, allungando il contratto e ridiscutendo al rialzo l’ingaggio dell’allenatore rivelazione. Adesso tocca a lui, interprete di un calcio propositivo oltre che offensivo, far ritrovare ai suoi il giusto punto di equilibrio, cancellando le paure, laddove vi fossero, e infondendo nuove certezze, come impone la sua filosofia di lavoro. Per altro, provando anche a prendersi una rivincita su Gabriele Cioffi, fiorentino di piazza Beccaria che già la passata stagione, quando era alla guida dell’Udinese, rifilò ai viola una vera e propria lezione di calcio, con un poker di reti realizzate proprio al Franchi. Pure le porte girevoli, fin qui, non sono state un buon viatico: i tre inciampi di Gollini dell’altra sera lo hanno spedito sulla graticola delle critiche, forse anche lì serve garantire più continuità al prescelto per evitare blackout a dir poco inspiegabili. Il mercato, come lo stesso allenatore ha fin dall’inizio ribadito, ha permesso di sostituire i giocatori rimasti fuori dal progetto: ora è lui a dover dimostrare di essere più forte di tutto, anche dei tanti infortuni, altro tasto dolente. Ora più che mai serve unità, la stessa che, attraverso un post, ha chiesto la Fiorentina alla sua gente. Sì, perché Firenze mugugna. La città, in febbrile attesa da cinque anni di un ritorno in Europa da protagonisti, è ancora sotto choc: i cinquanta presenti al Terim hanno alzato la voce, così come il popolo di Instagram. C’è chi, come Camilla, ha approfittato di un post per invitare tutti ad andare allo stadio per sostenere la squadra fino all’ultimo e chi invece ha preferito puntare il dito, anche contro la società. l© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa