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La coppa

Italiano accende la sfida: «Possiamo farli soffrire»

di Francesca Bandinelli

	Vincenzo Italiano è alla sua seconda gara in campo internazionale. Il collega Emre Belozoglu, alla vigilia, gli ha rivolto
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Vincenzo Italiano è alla sua seconda gara in campo internazionale. Il collega Emre Belozoglu, alla vigilia, gli ha rivolto

Il tecnico: «È un momento no, ma ne verremo fuori. La posta in palio è alta». Venuti: «Siamo pronti alla battaglia. Essere in Europa è un orgoglio»

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FIRENZE. Vincenzo Italiano va in ripartenza. «No, i favoriti non siamo noi. Semmai lo sono i turchi del Basaksehir. Sono stati inseriti nella prima fascia dalla Uefa. Non perdono da 19 turni consecutivi e per noi è uno stimolo. Sì, questo non è un bel momento sotto il profilo dei risultati, ma non delle prestazioni. Dobbiamo continuare a credere in quello che facciamo, senza perdere la fiducia. Abbiamo qualche defezione importante, con diversi giocatori nemmeno disponibili, ma arriviamo convinti della nostra forza. Saremo capaci di farli soffrire, ci basta poco per centrare qualche risultato». Mentre parla l’allenatore viola non abbassa lo sguardo nemmeno per un attimo: ha negli occhi il fuoco di chi sa che in campo, oltre agli schemi, stasera, ci vorrà molto di più.
Il Terim farà di tutto per trascinare il club degli “ex italiani” che in Serie A non hanno più trovato posto, da Biglia a Okaka: alla Fiorentina servirà prima di tutto il cuore, quello necessario per costringere in un angolo le critiche figli degli ultimi risultati e, soprattutto, per ritrovare quel gol diventato quasi un tabù. Cabral, che in Conference ne ha segnati in carriera 14, deve solo riavvolgere il nastro, cercando il guizzo come dimostrato col Twente, nel play off d’andata.
La vittoria, ai viola, manca da quasi un mese, c’è da correre ai ripari per evitare che la tristezza prenda il sopravvento, nella città e pure nello spogliatoio. Basta poco per riaccendere la scintilla e dare una svolta alla stagione: è il momento giusto per dimostrarlo. «Non stiamo riuscendo a fare quel benedetto gol in più che l’anno scorso ci ha permesso di vincere tante partite – continua il tecnico dal ventre dello stadio turco in una conferenza iniziata con quasi due ore di ritardo -, manca concretezza davanti ma serve attenzione anche in altre situazioni. Siamo all’inizio della stagione, la strada è lunga. Con più qualità e alzando il nostro livello di efficienza tecnica ne verremo fuori».
È vero, i conti rispetto ad un anno fa esatto non tornano: ci sono meno punti in classifica e il bottino di gol realizzati è sensibilmente ridotto, ma Italiano guarda oltre: «Siamo riusciti ad arginare la Juventus e anche il Napoli: in certe situazioni ci è mancato davvero poco. Abbiamo anche cercato di salvaguardare i giocatori dagli infortuni, ma non ce l’abbiamo fatta. Quello che conta, adesso, è che tutti dobbiamo darci una mossa e metterci di più, servono altre soluzioni per andare a rete». Lo dice con un pizzico d’amarezza Italiano: per lui, portabandiera di un calcio propositivo, è questo ciò che fa la differenza ed è qui che vuole vedere subito una metamorfosi chiara del gruppo, soprattutto per quanto riguarda la precisione dell’ultimo passaggio.
In campo, a dare battaglia, ci sarà sicuramente Venuti: il forfait di Dodô (è il mancato inserimento di Benassi in lista Uefa) non lascia spazio a dubbi. La sfida più intrigante è lui a lanciarla: «Abbiamo rispetto per i nostri avversari, ma anche noi siamo forti. Credendo nel nostro lavoro, usciremo fuori dalle difficoltà già domani (oggi, ndr) ».
È proprio questo che serve alla Fiorentina, una scossa capace di scrollare di dosso ogni tossina e tre punti capaci di rovesciare la prospettiva della classifica del girone. Battendo i turchi, i viola consumerebbero quel sorpasso decisivo per indirizzare la stagione e non vedersi costretti ad affannare dopo. «Siamo aperti alla battaglia – conclude Venuti -, ma anche ad una partita tecnica. Vedevo le partite della Fiorentina in Europa come raccattapalle: essere qui è un orgoglio». Vincere lo sarebbe persino di più. 
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