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Il commento

E ora tiriamo (una Riga) in porta / Karma viola

di Andrea Bruno Savelli
E ora tiriamo (una Riga) in porta / Karma viola

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E così arrivò il giorno del sospirato ritorno in Europa.

Qualcuno si lamenta che lo stadio non sia esaurito, visto l’orario pare stupefacente che tutti quei fiorentini, e quegli undici impavidi lettoni, abbiamo potuto prendere ferie per assistere ad una partita non proprio indimenticabile. I giocatori forse partono un po’ contratti per la divisa sfoggiata dal Riga, che pare quella della mitica Germania ovest. E magari l’hanno comprata ad un mercatino dell’usato. Comunque, dopo il palo iniziale di Barak e una parte un po’ sonnacchiosa del match, la Fiorentina inizia a crossare senza soluzione di continuità, e il portiere, che evidentemente si sente forte come Schumacher, vista la maglia, para qualsiasi cosa.

Ad un certo punto ferma anche un piccione che era volato troppo basso vicino alla porta. E siccome il pubblico si potrebbe annoiare, ci pensa Bonaventura a tenere tutti sulla corda inventando un contropiede clamoroso, ma dalla parte sbagliata, costringendo Gollini al miracolo su Ilic.

Italiano delizia i presenti con una gamma di espressioni che pare il suo conterraneo Picone senza capelli, e si va al riposo con un deludente zero a zero.

La ripresa inizia allo stesso modo, Cabral in area continua a sembrare un settantenne la prima volta da una rotonda, sempre al posto sbagliato al momento sbagliato, l’allenatore lo sostituisce e come per magia da una zingarata di Biraghi arriva il vantaggio di Barak. E dopo che Ikone sbaglia il centesimo, incredibile, gol da quando è arrivato a Firenze, Barak perde una palla orribile sulla nostra trequarti e Ilic pareggia.

Italiano mette Saponara e Mandragora, ma la Fiorentina non riesce neanche ad arrivare vicino al tiro, e quando c’arriva Jovic la manda più o meno al Centro tecnico di Coverciano. Saponara in curva. Maleh ci va un po’ più vicino. Jovic anche.

Ma la rete non arriva. I fischi del Franchi invece sì. E meno male che lo stadio non era esaurito. La pazienza dei tifosi un pochino sì. Con una battuta facile, proviamo a tirare una riga sopra e ripartire, perché tirare al Riga è stato davvero impossibile.

E mentre Gollini dichiara che manca determinazione a noi viene in mente il mitico presidente del Catania, Massimino, che quando il suo allenatore gli disse che alla squadra mancava amalgama, gli rispose: E dove si compra? Gli undici eroi lettoni in curva esultano per il risultato storico della propria squadra e i fiorentini meditano sul destino canaglia che porta sempre gli avversari a fare la storia al Franchi… vedi Pacione, per chi se lo ricorda. Oppure per chi ha i momenti di sconforto incisi nelle parole del proprio inno c’è da arrendersi? Mai, ora più che mai siamo ufficialmente in lotta per il terzo scudetto! 

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