Il Tirreno

Firenze

La coppa

«Con il Riga serve un approccio feroce»: Italiano chiede una Fiorentina concreta

Brunella Ciullini
«Con il Riga serve un approccio feroce»: Italiano chiede una Fiorentina concreta

Capitan Biraghi suona la carica: «Affrontiamo con la massima serietà la competizione»

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. «Contro il Twente abbiamo rotto il ghiaccio, da ora comincia un mini torneo con altre tre squadre, l’obiettivo in questa Conference League è andare avanti il più possibile». Non usa giri di parole Vincenzo Italiano aspettando la prima gara della fase a gironi con i lettoni dell’Rfs Riga.

Appuntamento oggi alle 18,45 al Franchi per quello che è l’esordio vero e proprio in Europa per il 44enne tecnico viola. «L’approccio dovrà essere feroce, sarà per loro come per noi la partita della vita, ci teniamo tantissimo a proteggere tutto ciò che abbiamo fatto l'anno scorso». Il proverbio recita: chi ben comincia è a metà dell'opera. E la Fiorentina vuole iniziare nel modo migliore, ritrovando un successo che nel proprio stadio manca dal 18 agosto, dal 2-1 nel play-off d’andata col Twente. «Vogliamo onorare questa Conference che pur non essendo la Champions o l’Europa League è comunque un torneo importante e difficile soprattutto quando le sfide saranno da dentro o fuori. Dovremo abituarci a giocare ogni tre giorni, sarà uno sforzo nuovo, ma ci teniamo tutti a dimostrare la nostra forza e le nostre capacità anche perché ci siamo meritati di essere qui», sottolinea il tecnico. La formazione lettone è penultima nel ranking fra quelle che partecipano al torneo e non è fra le più conosciute a livello internazionale «ma guai a sottovalutarla – ammonisce Italiano –. In Europa non puoi permettertelo. Abbiamo visto molti video del Riga, nei playoff ha superato un turno complicato». Tradotto: vietato abbassare la guardia. «D’ora in poi – prosegue Italiano – i punti varranno doppio e dovremo farne più possibili, in palio c’è la qualificazione al turno successivo». Ovvero il traguardo minimo che Italiano e i suoi puntano a centrare, dimostrando di essere la nuova Atalanta che pur non essendo fra le big ha saputo negli anni lottare su più fronti. «I bergamaschi hanno creato e sono un modello importante, un esempio per chi non è una grandissima squadra, ma ha l’ambizione di far bene in tutte le competizioni. Ricordiamoci comunque che quel progetto è stato creato di anno in anno. Per fortuna – riprende l’allenatore – abbiamo avuto due giorni in più per preparare la gara. Cercheremo, pur cambiando di volta in volta e coinvolgendo tutti, di mantenere sempre la nostra identità e un alto livello di gioco».

La difesa però sarà in emergenza per le assenze di Milenkovic e Igor: «Toccherà a Ranieri: è cresciuto nel vivaio, lo scorso anno ha fatto una stagione importante e ottenuto con la Salernitana una bella salvezza, ora potrà sfruttare questa occasione», sottolinea Italiano. Alternanza invertita fra i portieri: «Giocherà Gollini, ma se continuo così darò tutta la formazione... – dice Italiano sorridendo –. Abbiamo due portieri di grande affidabilità. Terracciano è un po’ avanti per conoscenze, ma la mia fiducia in entrambi è totale». Ancora out Nico Gonzalez: «Ha provato, però ha il problema al tallone e va tutelato». Dopo due allenamenti il responso non è stato confortante, l’argentino verrà risparmiato in vista della trasferta di Bologna. Capitolo rigoristi e problema gol: «Abbiamo tre-quattro giocatori e Jovic è fra questi, non è giusto massacrare chi sbaglia, mi dispiace per Luka perché con la Juve poteva fare un gol importante. Resta il principio che lo tira chi se la sente e speriamo di avere ancora molti rigori – aggiunge il tecnico –. Quanto al gol non escludo di cambiare anche modulo specie per cambiare l’inerzia di una partita. Di sicuro bisogna essere più cattivi. Finora non abbiamo vinto gare non perché ci mancano attaccanti di ruolo, ma perché ci è mancato l’istinto killer di squadra che sta molto a ridosso dell’area avversaria».

Mentre i tifosi sperano che Cabral e compagni tornino a segnare, capitan Biraghi suona la carica: «Siamo stati bravi a passare un preliminare difficile e non riuscirci avrebbe vanificato quanto di incredibile fatto l’anno scorso. Abbiamo ancora tanti margini di crescita e siamo pronti ad affrontare con la massima serietà questa competizione. Ho giocato con l’Inter in Europa, ma questa la sento più mia, in nerazzurro erano stati altri ad averla conquistata. Quando sono arrivato a Firenze ho pensato persino che il problema fossi io visto che prima di me la Fiorentina giocava sempre le coppe», sorride il difensore viola che poi si rivolge ai tifosi. «Per ora saranno solo in 10mila? Dispiace visto che torniamo in Europa dopo anni, sarà allora un motivo in più per andare avanti il più possibile. E comunque chi ci sarà ci aiuterà come sempre», dice Biraghi commentando anche l’attacco di Commisso alle troppe critiche: «Premesso che è meglio se le fanno a me invece che ai giovani o ai nuovi, se queste sono costruttive sono utili, se sono cattive no. A Firenze tifosi e stampa sono esigenti e il nostro lavoro è fatto anche di questo, però ha ragione il presidente: a volte sembrano fatte apposta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini