Gioco
Kouame riscrive la storia: la Fiorentina non lo vende e lui castiga la Juventus
L'attaccante: «Questo gol per me significa tantissimo. Ora mi diverto»
FIRENZE. Un gol alla Juventus vale un posto privilegiato nel cuore di ogni tifoso viola e da ieri quel posto è riservato a Christian Kouamé: il fatto che il gol segnato dall’attaccante ivoriano sia servito “solo” a pareggiare e non a battere i bianconeri, è un dettaglio che appartiene all’analisi di una partita che la Fiorentina ha dominato per gioco e occasioni, ma alla fine ha dovuto accontentarsi di un punto. La gioia per tutto quello che significa, però, non gliela toglie nessuno. «Quando sono andato via – ha detto Kouamé con riferimento al prestito all’Anderlecht della scorsa stagione – avevo in mente di tornare per riprovarci, eppure nemmeno stavolta ero convinto di rimanere pur sentendomi bene in questo gruppo fin dal primo giorno. E allora mi sono messo a lavorare a testa bassa e alla fine mi sono guadagnato quello che ho in questo momento. Ci tenevo molto».
Lo dice con la luce negli occhi e il sorriso di chi si sente felice, ma non appagato. Soprattutto riconoscente. E la riconoscenza ha un nome e un cognome: Vincenzo Italiano. «Come dicevo, non credevo comunque di rimanere a Firenze, ma il tecnico mi ha dato fiducia, mi ha incoraggiato, ha dimostrato di credere in me. Mi ha fatto giocare intanto a Udine mercoledì scorso e poi oggi (ieri, ndc ) in una partita importante in cui davvero non credevo di essere impiegato. Per me tutto ciò vuol dire tanto. Italiano mi sta aiutando anche fuori dal campo e gli sono davvero grato». Talmente forte il legame che si è venuto a creare con l’allenatore siciliano che Kouamé non ci pensa minimamente a cavalcare l’onda per così dire per scopi personali. «Un obiettivo? Non ci voglio pensare. Voglio divertirmi, dare il mio contributo alla squadra e fare le cose che mi chiede Italiano».
Felice Kouamé, sicuramente meno Jovic per il rigore sbagliato alla fine del primo tempo che avrebbe potuto cambiare le sorti della partita. Avanti a un minuto dall’intervallo, per la Fiorentina sarebbe stata tutta un’altra storia nella ripresa con un finale anch’esso con ogni probabilità differente. Ma il calcio è questo. È episodi, a volte favorevoli, a volte contrari. Rimane il rammarico che stavolta sia stato contrario, ma chiaramente il numero 99 viola appoggia idealmente la mano sulla spalla del compagno per fargli sentire conforto e vicinanza. «I rigori sono così e capita di sbagliargli. Faremo il possibile per vincere la prossima». L’abbraccio vero, non ideale stavolta ma fisico e caloroso, Kouame l’ha poi riservato a Ikoné di ritorno dalla corsa sotto la Curva Fiesole per prendersi applausi e onori. Abbraccio dai molti significati. Anzi, uno. «Sono andato da Jonathan, perché sta attraversando un momento delicato che io conosco bene per esserci già passato e cerco di stargli vicino». Cuore di Christian.
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