Toscana
C’eravamo tanto amati, Commisso ritrova Vlahovic: dopo l’amore, le scintille
Il patron rivedrà per la prima volta dal vivo l’ex pupillo
FIRENZE. “Guarda chi si rivede. ..”. Sono passati quasi 10 mesi dall’ultima volta che si sono incrociati: Rocco Commisso e Dusan Vlahovic, nel mezzo la trattativa per il prolungamento del contratto con un’offerta mai così alta nella storia del club (4 milioni annui a salire) , obiettivo trattenere l’attaccante serbo in scadenza nel 2023 che sotto la gestione di Italiano stava segnando a raffica. Sappiamo come è finita: il 5 ottobre con una lettera aperta ai tifosi il patron viola annuncia che il giocatore non rinnoverà ed è quindi rottura. Poi a inizio dicembre Commisso è costretto ad anticipare per ragioni di salute il rientro negli Stati Uniti e lì è rimasto fino a metà agosto quando è tornato a Firenze dove ha intenzione di restare ancora a lungo (ieri ha seguito la rifinitura della squadra poi s’è recato a controllare i lavori al Viola Park che stanno registrando dei ritardi) . Il magnate italoamericano insomma non c’era quando Vlahovic – 17 gol in 21 gare quando a fine gennaio viene ceduto alla Juventus per 75 milioni più bonus – ha giocato per la prima volta al Franchi da ex tra fischi e sfottò (era il 2 marzo, semifinale d’andata di Coppa Italia) . E neppure c’era il 21 maggio, ultima di campionato, quando la Fiorentina ha battuto i bianconeri 2-0 mettendo sotto chiave il 7° posto (quel giorno il centravanti serbo partì dalla panchina entrando solo nel finale) .
Oggi dunque, in uno stadio con oltre 35.000 spettatori, sarà la prima volta che il presidente viola e il suo ex pupillo torneranno a rivedersi seppur uno dagli spalti e l’altro in campo (se ci sarà un contatto ravvicinato a fine match saremo a vedere) . Anche se Commisso in questi mesi non ha mancato di parlare di lui riservandogli non poche frecciate. Come a inizio febbraio, dopo la cessione del giocatore alla Juve, quando ai canali del club disse: «Ho cercato di chiudere il contratto con Vlahovic ma i suoi agenti sono stati bugiardi e disonesti: dopo un buon incontro il giorno dopo, invece di avvicinarsi a ciò di cui si era trattato, giocarono al rialzo perché volevano rovinarci. Alla fine la cessione alla Juve si è rivelata un capolavoro che ci permetterà di guardare al futuro». Il 24 maggio, a stagione conclusa, ha rincarato: «Il “signorino” ci ha rovinati, ci aveva promesso di rinnovare...Quando a gennaio abbiamo preso Piatek e poi Cabral lui ha capito che l’avremmo messo in panchina...Non so da quanto con i suoi agenti parlava con la Juve ma in una settimana col club bianconero, dopo i suoi rifiuti a Real, Atletico Madrid e Arsenal, ha chiuso l’operazione. I dati comunque parlano chiaro: con Vlahovic all’andata eravamo settimi e alla fine così siamo rimasti. Con il suo addio non abbiamo perso molto....». Oggi le strade torneranno ad incrociarsi: tocca alla Fiorentina metterlo in un angolo, lui e la Juventus. A denti stretti e col petto in fuori.
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