Il Tirreno

Firenze

Il tema

C’eravamo tanto amati, Commisso ritrova Vlahovic: dopo l’amore, le scintille

Brunella Ciullini
C’eravamo tanto amati, Commisso ritrova Vlahovic: dopo l’amore, le scintille

Il patron rivedrà per la prima volta dal vivo l’ex pupillo

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. “Guarda chi si rivede. ..”. Sono passati quasi 10 mesi dall’ultima volta che si sono incrociati: Rocco Commisso e Dusan Vlahovic, nel mezzo la trattativa per il prolungamento del contratto con un’offerta mai così alta nella storia del club (4 milioni annui a salire) , obiettivo trattenere l’attaccante serbo in scadenza nel 2023 che sotto la gestione di Italiano stava segnando a raffica. Sappiamo come è finita: il 5 ottobre con una lettera aperta ai tifosi il patron viola annuncia che il giocatore non rinnoverà ed è quindi rottura. Poi a inizio dicembre Commisso è costretto ad anticipare per ragioni di salute il rientro negli Stati Uniti e lì è rimasto fino a metà agosto quando è tornato a Firenze dove ha intenzione di restare ancora a lungo (ieri ha seguito la rifinitura della squadra poi s’è recato a controllare i lavori al Viola Park che stanno registrando dei ritardi) . Il magnate italoamericano insomma non c’era quando Vlahovic – 17 gol in 21 gare quando a fine gennaio viene ceduto alla Juventus per 75 milioni più bonus – ha giocato per la prima volta al Franchi da ex tra fischi e sfottò (era il 2 marzo, semifinale d’andata di Coppa Italia) . E neppure c’era il 21 maggio, ultima di campionato, quando la Fiorentina ha battuto i bianconeri 2-0 mettendo sotto chiave il 7° posto (quel giorno il centravanti serbo partì dalla panchina entrando solo nel finale) .

Oggi dunque, in uno stadio con oltre 35.000 spettatori, sarà la prima volta che il presidente viola e il suo ex pupillo torneranno a rivedersi seppur uno dagli spalti e l’altro in campo (se ci sarà un contatto ravvicinato a fine match saremo a vedere) . Anche se Commisso in questi mesi non ha mancato di parlare di lui riservandogli non poche frecciate. Come a inizio febbraio, dopo la cessione del giocatore alla Juve, quando ai canali del club disse: «Ho cercato di chiudere il contratto con Vlahovic ma i suoi agenti sono stati bugiardi e disonesti: dopo un buon incontro il giorno dopo, invece di avvicinarsi a ciò di cui si era trattato, giocarono al rialzo perché volevano rovinarci. Alla fine la cessione alla Juve si è rivelata un capolavoro che ci permetterà di guardare al futuro». Il 24 maggio, a stagione conclusa, ha rincarato: «Il “signorino” ci ha rovinati, ci aveva promesso di rinnovare...Quando a gennaio abbiamo preso Piatek e poi Cabral lui ha capito che l’avremmo messo in panchina...Non so da quanto con i suoi agenti parlava con la Juve ma in una settimana col club bianconero, dopo i suoi rifiuti a Real, Atletico Madrid e Arsenal, ha chiuso l’operazione. I dati comunque parlano chiaro: con Vlahovic all’andata eravamo settimi e alla fine così siamo rimasti. Con il suo addio non abbiamo perso molto....». Oggi le strade torneranno ad incrociarsi: tocca alla Fiorentina metterlo in un angolo, lui e la Juventus. A denti stretti e col petto in fuori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore