Sicurezza
Spalletti, hai ragione, ma l’offesa è amore / Karma viola
IL COMMENTO. A Firenze, però, non si dice “di tu mà”: forse i due-tre erano tifosi infiltrati
Riflessione semiseria sul fatto che Spalletti ha ragione avendo torto su tutto.
1) Ha ragione perché la maleducazione, ancor opiù le offese, sono sempre sbagliate. Credo che adesso che si sa pubblicamente che Luciano ha una meravigliosa mamma di novant’anni, tutta Firenze le voglia bene. Viva le mamme e viva la mamma di Luciano Spalletti!
2) Spalletti ha torto su tutto: a Napoli non succedono cose così. A Napoli le panchine sono a distanza siderale e le offese in dialetto, quindi magari non si capiscono, ma ci sono. A Napoli è rimasto purtroppo famoso il lancio di sacchetti contenenti urina verso il settore ospiti, tant’è che adesso gli ospiti stanno nell’anello superiore. Ciò non vuol dire che Spalletti non abbia ragione. Chi dice che sia un malcostume tutto italiano non è mai stato in uno stadio straniero o non capisce le lingue.
3) "Davanti a dei bambini che li guardavano offendermi, cosa impareranno" dice il tecnico. Mi chiedo se quando si è girato sorridendo ironicamente e mandando baci fossero per quei bimbi. Ma Spalletti ha ragione. Questa brama di difendere Napoli contro Firenze non genererà nuova violenza al ritorno? Insisto a dire che Spalletti ha ragione. Io non credo che con questa denuncia pubblica abbia ottenuto molto, se non quello di creare nuovi insulti. E in un paese dove ci si insulta senza ritegno sui social, dove si bistrattano gli insegnanti se non danno i voti che ci si aspetta ai propri figli, nel paese del Vaffa day, il problema temo sia culturale, non personale. Perché se lo fosse, sarebbe facilissimo da risolvere, basterebbe che Spalletti invitasse a cena dalla sua mamma quei tre che lo offendevano e si sarebbe risolto tutto. Ma scusate se sono ripetitivo, Spalletti ha ragione. Poi c’è il fatto che Spalletti è di Certaldo e vive a Firenze. Non dico che debba conoscere le beffe fatte dal Brunelleschi in compagnia di Raffaello documentate dal Vasari, ma "Amici miei" e "Berlinguer ti voglio bene" li deve aver visti, sennò merita che gli si revochi la residenza. Ed è la ricerca della goliardia a tutti i costi che porta Philippe Noiret a tirare uno schiaffo al figlio in partenza, nella celebre scena della stazione, ma anche a stampare le maglie di Antonio Conte con un gatto in testa. Per noi quell’offesa è quasi un intercalare, può essere un atto d’amore e non una offesa vera e diretta. D’altronde, il mister ha sempre fatto trapelare di essere cresciuto in Fiesole, ma per ora ha allenato qualunque squadra tranne quella del suo e del nostro cuore. Ma Spalletti ha ragione. Solo su una cosa ha torto marcio: nessuno a Firenze direbbe mai e poi mai "la maiala di tu ma!". A Firenze si dice "di to ma!". Quindi forse è solo un grande equivoco e quei tre tifosi erano infiltrati che ce l’avevano per qualche derby ai tempi del Castelfiorentino, oppure qualcuno inviato da Totti, che queste sottigliezze fonetiche non potrebbe coglierle, o da Wanda Nara? Ma quello che è certo è che mai e poi mai un fiorentino direbbe di tu ma. Ma Spalletti ha ragione.
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