La manifestazione
Fiorentina, c’è un tesoretto in Europa: quanto vale la Conference League
Se la Fiorentina vincesse la coppa alla fine incasserebbe 30 milioni. Ecco quanto valgono i premi Uefa dai playoff alla finale. E cosa cambia per la società
FIRENZE. Fiorentina, prenditi la Conference League che vale un tesoro e tante certezze in più per il progetto iniziato un anno fa con l’arrivo di Italiano in panchina. È l’obiettivo di Commisso, degli altri dirigenti e della squadra, ma anche la speranza/richiesta dei tifosi viola, perché l’Europa rappresenta davvero il punto di svolta per la stagione appena iniziata: entrarci significherebbe mille cose e tutte di segno positivo, a cominciare dall’aspetto economico, mentre rimanerne fuori rischierebbe di modificare scenari e prospettive, aumentando solo la voglia di riscatto come valore unico. Ma nessuno dentro la Fiorentina vuole ricavare motivazioni da una sconfitta. Viceversa, si guarda al Twente e alla partita di Enschede sì come ad un appuntamento da non fallire, ma anche come all’occasione giusta per dare ancora più solidità alle basi e questo intanto grazie agli introiti che confluirebbero nelle casse del club viola. Per l’esattezza, subito 2,94 milioni solo dalla partecipazione alla competizione superando i playoff, possibile appunto se domani sera Biraghi e compagni vincono o pareggiano (oppure prevalgono sui biancorossi olandesi tra supplementari ed eventualmente rigori, in caso di sconfitta di misura al 90’ che determina uguale numero di gol segnati dalle due formazioni: non vale più la regola del gol “doppio” realizzato in trasferta).
È già un’allettante cifra d’ingresso che poi, messi in calendario gli eventuali avversari abbinati alla Fiorentina nel sorteggio di venerdì pomeriggio a Istanbul, potrebbe essere incrementata con altri 500mila euro per ogni vittoria e 166mila euro per ogni pareggio nelle sei gare della fase a gironi. Per arrivare così a inizio novembre (al giorno 3 per la precisione con la disputa dell’ultimo dei sei turni) e fare due conti: di classifica e, conseguentemente, economici. Perché a quel punto, con l’inizio del nuovo anno dopo la pausa per il Mondiale e per le settimane più acute dell’inverno, se la formazione di Italiano fosse riuscita a conquistare uno dei primi due posti (meglio il primo), inizierebbe davvero la parte più entusiasmante della Conference League con l’eliminazione diretta a partire dagli ottavi (o dagli spareggi con le terze classificate dell’Europa League se la Fiorentina dovesse aver chiuso il proprio girone al secondo posto).
A salire non solo gli obiettivi, ma anche gli stessi introiti fino alla finale in programma il 7 giugno 2022 a Praga per un’altra decina di milioni, da integrare poi con quota coefficiente Uefa, marker pool (diritti tv) e incassi nelle partite casalinghe. Giusto per fare un esempio pratico prendendo spunto dall’edizione numero uno della competizione: la Roma vincendo il trofeo si è portata a casa rispettivamente 1,4 milioni, 4,4 milioni e 10 milioni da ciascuna delle tre voci, per un totale di 30 milioni considerando i premi Uefa per fase a gironi e vari turni passati. Ecco quanto vale potenzialmente la Conference League, ecco perché intanto domani è un’occasione da non sprecare per la Fiorentina. Poi, va aggiunto tutto il resto che deriverebbe dal superamento dei playoff e relativo ingresso in Europa a tutti gli effetti: la squadra di Italiano darebbe un senso compiuto al settimo posto conquistato nello scorso campionato e il progetto tecnico-tattico avrebbe un impulso decisivo, dimostrando che le fondamenta create negli scorsi mesi non solo sono solide, ma sarebbero pronte a ricevere nuovi elementi; e, difatti, ci sarebbe spazio per ulteriori investimenti sul mercato, sia per garantire all’allenatore siciliano un organico ampio e qualitativamente forte, sia per anticipare le concorrenti nello sviluppo del progetto stesso. Inoltre, il marchio Fiorentina in giro per nove mesi per l’Europa favorirebbe un innegabile ritorno d’immagine e di profitto, senza tralasciare il prestigio internazionale riconquistato dopo cinque anni di assenza dai palcoscenici continentali. Insomma, c’è davvero tanto in ballo contro il Twente e tutto avrà inizio, se avrà inizio, domani sera.
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