Sicurezza
Se a Empoli gioca il cugino di Jovic... / Karma viola
Il commento. Amrabat non c’era: festeggiava il telecronista, ma per la Viola son state rogne
FIRENZE. Eccoci! Eccoci alla prima mezza delusione. Al primo mezzo passo falso... giocare a Empoli, con un uomo in più per mezz’ora e addirittura due negli ultimi dieci minuti. A dire il vero l’ultima superiorità non ha cambiato molto dal punto di vista tattico, ma solo impedito all’Empoli di ripartire. Probabilmente alla Fiorentina di ieri ci sarebbe voluto un’altra oretta e magari anche un paio di uomini in più per fare gol, anche perché non ha quasi mai tirato in porta.
Dodò male sulla fascia, invece il duo che ha fatto correre i brividi lungo la schiena dei propri tifosi non ha sbagliato praticamente niente, né Terzic né Quarta. Per altro l’argentino è stato ribattezzato Martin dal simpatico commentatore tecnico della tv satellitare che va in difficoltà quando la guardano in molti, e sui commentatori tecnici ci sarebbe da aprire una piccola parentesi...Ma apriamola: tanti piccoli Adani a giro per gli stadi italiani, che storpiano la grammatica ma soprattutto ti fanno addormentare... rivorremmo tanto la coppia Clerici-Tommasi, o almeno quello stile!
Andiamo avanti, detto che non si può giudicare il cugino di Jovic, arrivato al posto di quello vero, bloccato pare nei pressi di Montelupo su una canonica fila della Fi-Pi-Li. Ikoné, mentre giovedì voleva giocare titolare questa volta se l’è presa perché ha giocato dall’inizio. Da recuperare. Ma mica una missione facile, Tom Cruise ha già detto che non se la sente, toccherà ad Italiano. Sottil e Nico entrano male e Saponara sentiva la stanchezza di giovedì, perché quella partita l’ha sentita tanto. Serve un piccolo aiuto dal mercato: Barak ma anche qualcos’altro sulle fasce. Oppure qualche invenzione del nostro mister: sicuramente una pecca gravissima di questa squadra è che non fa mai gol da calcio d’angolo o da palla inattiva. I più maliziosi potrebbero dire perché le batte Biraghi, ma ieri le ha battute Mandragora e non siamo stati pericolosi mai. Senza arrivare agli eccessi del mago Vio, che fece rimanere in mutande un attaccante per distrarre i difensori, forse qualche movimento per liberare gli attaccanti andrebbe pensato. E poi lo vogliamo dire? Quando Amrabat non c’è risolve un bel problema al telecronista ma per la Viola si vede, eccome.
Il finale non può che essere dedicato a uno dei tanti episodi curiosi di questa partita: l’infortunio dell’arbitro titolare, che una volta avrebbe fatto interrompere la partita, ora c’è il quarto uomo. Esce Marchetti, entra Sacchi, che ha una reazione felice come chi prende un gavettone mentre dorme sulla sdraio dopo il pranzo di Ferragosto. Prendiamoci questo punto, l’anno scorso ci andò peggio e prepariamoci all’inferno di Dante olandese, di certo non sarà mai peggio di quello di Dan Brown!
Ps. Siamo sempre ufficialmente in lotta per il terzo scudetto!
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