Il Tirreno

Firenze

La regia di Amrabat e i due bomber le certezze di Italiano per il derby

Francesco Gensini
La regia di Amrabat e i due bomber le certezze di Italiano per il derby

Le prime due gare hanno dimostrato che Jovic e Cabral sono intercambiabili

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FIRENZE. Due partite e due vittorie, con due versioni di Fiorentina molto diverse l’una dell’altra: questo hanno lasciato in eredità Cremonese e Twente, e lì dentro c’è la chiave di lettura che Vincenzo Italiano proverà a sfruttare per andare a caccia del tris domani contro l’Empoli. Tanto per cominciare non sono risultati banali, perché vincere di per sé non è mai banale e men che mai farlo al debutto in campionato e poi subito dopo in Europa a distanza di pochi giorni, quando la forza nelle gambe e il fiato nei polmoni diventano una discriminante fondamentale (e si è visto in entrambe le occasioni): il modo migliore per contrastarne gli effetti negativi è ruotare gli uomini a disposizione, seppur con tutti i “rischi” annessi e connessi.

Il tecnico viola l’ha fatto e l’esito del campo gli ha dato ragione: è la prima nota positiva delle prime due gare stagionali, non a caso subito sottolineata da Italiano. «Abbiamo disputato due partite – ha detto – cambiando praticamente formazione: questo significa quando ci sono sei undicesimi nuovi rispetto alla precedente. Eppure, siamo stati noi ogni volta, con la nostra identità, e a me va bene».

Ci vorranno altre riprove, ma quella è la strada e se giovedì in Olanda andrà come tutti sperano che vada, sarà la strada che la Fiorentina seguirà per molte settimane a venire. La prima e più importante nota è stata trovata e su quella Italiano farà leva contro l’Empoli, quindi a Enschede giovedì e infine domenica 28 quando a Firenze sarà di scena il Napoli, in un tour de force che si sapeva sarebbe stato tale e l’incalzare degli impegni lo conferma.

Ma c’è dell’altro da archiviare alla voce cose buone e da ripetere: Jovic e Cabral, ad esempio. Si diceva anche che la sfida per il gol tra i due centravanti sarebbe potuta andare a tutto beneficio della Fiorentina e il campo lo sta confermando, sempre per la soddisfazione dell’allenatore siciliano: contro la Cremonese ha giocato e segnato il serbo, contro il Twente ha giocato e segnato il brasiliano. Mica poco, anzi è molto, e magari per la squadra viola continuasse sempre così l’alternanza: due attaccanti che garantiscono un bel numero di gol a testa è garanzia come nessun’altra di competitività ai livelli più alti.

Fiorentina camaleontica, centravanti prolifici, Amrabat sempre più a proprio agio da regista che catalizza il gioco in fase di costruzione, ma si fa sentire in quella di interdizione recuperando palloni su palloni. «Può migliorare», ha chiosato Italiano sempre nel post Twente, ma gli si leggeva in faccia la soddisfazione di vedere il Nazionale marocchino calato nel “nuovo” ruolo che ha ritagliato addosso per lui dopo la partenza di Torreira.

E fanno tre spunti positivi che diventano quattro con il buon funzionamento delle due fasce nell’attacco all’area avversaria: nel 4-3-3 è arma fondamentale. Tutto bene? Ovviamente no. Impossibile. Alla voce quello che non va entra la difesa, che al limite sarebbe da applaudire perché concede una sola, vera occasione, però in quella subisce gol e allora lo scenario muta radicalmente. Quarta è alla ricerca di sé stesso, Nastasic gioca di rado e questo lo penalizza nel rendimento, insomma la Fiorentina si guarda comunque intorno sul mercato per capire se c’è modo di intervenire. Lo farà di sicuro a centrocampo, a cui è bastato togliere Bonaventura per una sera per rimanere un po’ a corto di idee e qui s’innesta l’obiettivo di una mezzala/fantasista che porti in dote tanta qualità: sarà uno tra Bajrami e Barak, ma solo dopo il ritorno dei playoff di Conference. Infine, terzo “meno”, i cambi che a differenza di quanto successo contro la Cremonese, giovedì sera hanno dato poco o niente alla squadra viola e su tutti spicca ancora l’apatia tecnica e caratteriale di Ikoné: che invece è uno che di base garantisce l’esatto contrario. Gli serve uno scatto mentale.


 

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