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Bentornata Europa, manca l’ultimo miglio per volare tra le top

Brunella Ciullini
Bentornata Europa, manca l’ultimo miglio per volare tra le top

Già venduti 10mila biglietti, ma serve la spinta di Firenze Patron e allenatore al debutto in campo internazionale

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FIRENZE. L’ultima volta è stata il 23 febbraio 2017: Fiorentina-Borussia Monchengladbach, sedicesimi di Europa League. È stata l’ultima partita giocata dai viola nelle competizioni continentali. Da allora un lungo digiuno che ha privato Firenze di notti magiche ed esaltanti, come il 2-0 al Franchi in Champions con il Manchester United, l’1-0 timbrato Batistuta conquistato a Wembley con l’Arsenal, come Liverpool-Fiorentina 1-2 ad Anfield Road o il 3-3 a Firenze e l’1-1 al Camp Nou col Barcellona. Sotto la gestione Della Valle la squadra viola ha partecipato al gran ballo delle coppe con grande continuità riuscendo anche ad arrivare in semifinale di Europa League nel 2007-08 con Prandelli in panchina e perdendo l’accesso alla finale solo ai rigori. Con l’attuale proprietà è la prima volta e anche per questo l’attesa è forte, l’adrenalina alle stelle, Rocco Commisso attende con trepidazione questo debutto, lo stesso i tifosi (oltre 10. 000 biglietti venduti al di là della diretta in chiaro su Tv8) e naturalmente Vincenzo Italiano, atteso in conferenza oggi poco prima di pranzo.

Da giocatore non è riuscito a togliersi la soddisfazione di giocare le coppe internazionali, ora sta per farlo da allenatore e non vede l’ora: «Per me è una nuova esperienza, l’ho sempre voluta. Sono arrivato a Firenze con il sogno di giocarmi questa possibilità. L’anno scorso ci siamo riusciti, adesso coltivo altri sogni – ha detto alla vigilia della “prima” di campionato con la Cremonese -. Sono gli stessi sogni che questa piazza, insieme ai miei giocatori e alla società, devono coltivare a tutti i costi. Perché questa città e questa squadra meritano palcoscenici importanti. È una bella sfida per tutti, a iniziare da me». L’obiettivo è superare i play-off contro i temibili olandesi del Twente (25 i convocati dal tecnico Ron Jans che parlerà oggi alle 18, 15 al Franchi, prima della rifinitura) e accedere alla fase a gironi, perché è solo così che la Fiorentina e il suo allenatore darebbero un senso agli sforzi fatti la scorsa stagione. Intanto il popolo viola fa incetta di amuleti: l’ultima in Europa al Franchi con il Borussia Mönchengladbach coincise con una sconfitta per 4-2 (i tedeschi rimontarono le reti di Kalinic e Borja Valero e il ko interno subito una settimana prima per opera di Bernardeschi) . Domani servirà vincere con pazienza, coraggio e attenzione. In questa Fiorentina però non sono molti a vantare presenze a livello internazionale: il più esperto è il brasiliano Dodô che tra Champions, Europa League e qualificazioni varie ha disputato 30 partite con due reti, poi Ikoné con 18 gare, Cabral con 27 e 17 reti di cui 13 realizzate la scorsa stagione col Basilea fra play-off e Conference. Anche Jovic sfodera 26 presenze con 10 centri tra Benfica, Eintracht e Real Madrid, Bonaventura (11 presenze e un gol in Europa League col Milan) , Biraghi (10 partite con l’Inter in Europa League) , Gollini (20 in entrambe le coppe) . Sarà la prima volta invece per Milenkovic che comunque vanta un’esperienza internazionale accumulata con la rappresentativa serba (compreso il Mondiale in Russia nel 2018) . Tutti hanno un solo obiettivo in testa: cominciare per andare avanti il più possibile.
Per Firenze, per se stessi e per Astori, il “capitano per sempre”, cui Biraghi e compagni hanno dedicato la qualificazione in Conference subito dopo la vittoria decisiva con la Juve: «Davide, te lo avevo promesso, volevamo tornare in Europa, non ci siamo riusciti e tu te ne sei andato lasciandoci i tuoi ideali da portare avanti. Ci siamo riusciti e questa qualificazione è anche per te». Darà una carica in più. 


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