Gioco
Trionfo viola, Italiano: «Tre punti di felicità»
Il tecnico è già proiettato alla sfida di Conference: «È una vittoria che dà entusiasmo». Plaude il gioco della sua squadra, ma bacchetta i suoi per una ripresa meno efficace
FIRENZE. Non la Fiorentina perfetta che avrebbe voluto e a dirlo non è soltanto la vittoria acciuffata per i capelli con un gol rocambolesco al 95’, ché farsi rimontare in superiorità numerica è un attestato di colpa, ma tutto fa parte di un’analisi che Vincenzo Italiano farà nel chiuso dello spogliatoio picchiando con insistenza i tasti di quello che andava fatto in maniera differente: l’incalzare delle partite non concede tempo. Intanto, si prende queste tre punti che fanno subito classifica e alzano il livello di consapevolezza. «A fine partita – ha detto il tecnico viola – abbiamo gioito, perché quando si vince all’ultimo minuto si fa così. E noi l’abbiamo fatto. Siamo stato premiati e abbiamo festeggiato per arrivare al Twente con un entusiasmo fuori dal normale». È già carico per giovedì, ma questo non gli impedisce di contestualizzare i cento minuti con la Cremonese.
«Nel primo tempo siamo stati quasi perfetti, a parte il gol concesso, anche se dopo noi abbiamo creato i presupposti per segnare in altre quattro-cinque occasioni. Viceversa, non dobbiamo mai abbassare guardia e attenzione: se caliamo di ritmo concediamo e questo non mi è piaciuto. Comunque, anche nella ripresa abbiamo creato numerose palle-gol, sventate dal loro portiere con grandi parate. Alla fine è venuta fuori una bella vittoria: mi dispiace per Alvini e la Cremonese, ma ci sta e sono molto contento: lo scorso anno abbiamo esordito con una sconfitta, quest’anno con un successo meritato».
Sebbene tutto come si diceva non sia andato come avrebbe voluto. E neppure poteva al 14 agosto. Semmai gli errori gratuiti vanno evitati sempre. «Non mi è piaciuto che la Cremonese ci abbia messo in difficoltà con noi in superiorità numerica. Lo scorso anno eravamo diventati implacabili sotto quel profilo, ma è chiaro che alla prima partita qualcosa lo lasci per strada e lo concedi quando non sei al meglio». È il momento dei singoli. Per elogiare Jovic in questo caso.
«Luka benissimo nel primo tempo. Volevo che segnasse e l’ha fatto, anche se ne poteva realizzare un altro paio, ma va bene così e sono felice per lui. Ho deciso di tenerlo in campo per tutta la partita per dargli minuti e per far crescere la sua condizione fisica: era da un bel po’che non giocava novanta e passa minuti. Verso il Twente ho risparmiato qualche minuto ad alcuni calciatori, mentre altri non li ho proprio inseriti. Voglio una squadra fresca, lucida, riposata, al cento per cento. Jovic starà fuori? Vediamo». L’attenzione si sposta su due nomi che ha tirato fuori dal cilindro come il più abile dei prestigiatori. «La scelta di puntare su Kouame e Benassi è stata ponderata: Kouame l’ho provato spesso in quella posizione, mentre Benassi ha le qualità per giocare da esterno in partite come questa e comunque, ripeto, sono state scelte anche in funzione della partita di giovedì. Perché voglio tutti coinvolti e tutti pronti al 100 per cento: questa deve diventare la nostra un’arma in più». Ancora sul singolo, in chiusura. Singolo che ha bisogno di “ritrovarsi”.
«Quarta l’ho visto diverso rispetto alle ultime uscite sotto molti punti di vista. Ha sbagliato su quella palla-gol andando all’uno contro uno con l’avversario e per poco non prendiamo gol, e chiaramente non vanno commesse certe ingenuità: il difensore per prima cosa non deve sbagliare sull’attenzione e sulla concentrazione. Prima della partita ho avuto un colloquio con lui: deve capire che c’è fiducia in lui, deve solo pensare a far vedere le qualità senza inventarsi niente». Fiorentina-Cremonese ha segnato anche il ritorno di Rocco Commisso al “Franchi”.
Le 18 erano passate da un paio di minuti, quando il presidente viola ha fatto il proprio ingresso in tribuna andando a sistemarsi nel posto che ormai da tre anni lo accoglie nelle partite casalinghe della squadra viola. Un ingresso che non è passato inosservato tra le persone che gli stavano intorno e il brusio poi trasformatosi in applausi ha attirato l’attenzione degli altri settori, anche se il saluto “vero” di tutto lo stadio è arrivato poco dopo su invito dello speaker. Erano otto mesi e mezzo che Commisso non seguiva la Fiorentina di persona, dalla gara del 30 novembre scorso contro la Sampdoria: tre giorni più tardi sarebbe ripartito di fretta verso gli Stati Uniti per problemi di salute e da allora non gli era stato più possibile tornare a Firenze. Fino a venerdì mattina e appena messo piede a Firenze si è subito tuffato nel mondo viola: centro sportivo, Viola Park e ovviamente infine al “Franchi” per il debutto in campionato. Biraghi e compagni gli hanno regalato la vittoria che si aspettava.
Giovedì il numero uno della Fiorentina sarà di nuovo presente per l’andata dei playoff di Conference League contro il Twente: sperando in un “bis” e magari uguale, ma con meno sofferenza.
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