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Karma viola

Debutto in campo per la Fiorentina: «Che partita, nemmeno a Hollywood»

Andrea Bruno Savelli
Debutto in campo per la Fiorentina: «Che partita, nemmeno a Hollywood»

Il commento. Roba da scendere in strada a clacsonare, siamo in corsa per lo scudetto

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FIRENZE. Il debutto in campionato è un momento delicato per i tifosi della Fiorentina. L’anno scorso ci fu il furto all’Olimpico. Ma l’esordio è anche il ricordo di una Fiorentina con la maglia celebrativa per i settantacinque anni che doveva passeggiare su un neopromosso e sconosciuto Chievo e poi andare a ruba nei negozi specializzati e invece ne prese due e non fu più messa né per giocare né in vendita.

Ma oggi è stata una sceneggiatura da Oscar controindicata per i deboli di cuore, una di quelle partite che fanno uscire i motorini clacsonanti come se avessi vinto una Champions. Vantaggio viola con quel genio di Bonaventura, ma non fai in tempo ad abbracciare il vicino, che tu lo conosca oppure sia la prima volta che tu lo vedi, ti ci avvinghi e speri solo che sia il primo di una lunga serie. Non fai in tempo a rimetterti a sedere che la Cremonese pareggia. Poi Jovic fa un gol pazzesco. E qui si può aprire una doverosa parentesi: questo giocatore è un fenomeno, mettetelo a fare quello che volete. Se gli fate seguire i lavori per la tranvia li fa finire con un anno d’anticipo. Si attacca, si dà spettacolo, Escalante entra in un modo che gli sarebbe valsa la squalifica anche in un torneo di MMA, espulsione e Kouamé che si rotola un po’ ma poi si rialza, d’altronde si dice che alla lettura dei titolari abbia risposto come nemmeno De Niro in Taxi driver, ehi, stai parlando con me?

Seconda parentesi, Italiano sta recuperando anche questo ragazzone dinoccolato, che pareva gli si intrecciassero le gambe, e invece oggi è stato tra i migliori in campo. Vanno riconosciuti alcuni indizi di santità per il mister. Si continua a giocare bene, si sfiora anche il tre a uno, sempre con Jovic e Bonaventura, ma anche Sottil è immarcabile, e ci sono sempre più indizi, quando poi Benassi, che forse è stato schierato a destra per far sembrare i cross da sinistra del capitano come delle parabole nel cielo perfette come un cerchio di Giotto, ci fa capire che anche i santi sbagliano, perde una palla facile, angolo, Jovic lascia sguarnito il palo e la Cremonese fa gol da calcio d’angolo. Da quel momento in poi l’incerto portiere ospite Radu si trasforma come Stallone in fuga per la vittoria e para tutto. A Biraghi, a Milenkovic, a Bonaventura, se gli tiri un sasso para anche quello. La gente scuote la testa, aspetta l’ingresso del bomber Cabral, invece insieme a Zurkowski, entra Nico, Saponara, Dodò e Mandragora, Martinez Quarta cerca di far dimenticare l’errore di Benassi con un paio di lisci e all’ultimo minuto Mandragora dalla sinistra sbaglia l’ultimo cross (che sia quella parte di campo a portare sfortuna?) e la palla finisce all’incrocio! Se non è San Vincenzo è il mago magò dei Viola, e per una volta il karma dei tifosi della Fiorentina gli regala gioia!

P.S. Siamo ufficialmente in lotta per il terzo scudetto! l

Altro servizio a pag 14

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