Il Tirreno

Firenze

Jovic la spunta su Cabral

Francesco Gensini
Jovic la spunta su Cabral

Sarà il serbo a partire là davanti nella prima di campionato con la Cremonese L’ex Real ha convinto nelle amichevoli. Il brasiliano per ora invece s’è smarrito

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FIRENZE. Che sfida questa sfida. Jovic l’ha lanciata, perché è arrivato dopo, e Cabral che c’era l’ha raccolta, a tutto possibile vantaggio della Fiorentina: per il posto da centravanti, per chi si assume onere e soprattutto onori di mettere la firma sui gol che serviranno alla squadra viola per andare avanti in campionato e in Conference League (se i playoff contro il Twente di giovedì 18 e giovedì 25 avranno l’esito che tutti sperano), poi da gennaio anche in Coppa Italia.

Ne gioca uno e l’altro può solo accompagnarlo a partita in corso, e diversamente non si può nel 4-3-3 di Italiano, ma quello sarebbe il segnale di una Fiorentina in difficoltà che cerca di rimontare probabilmente un risultato negativo. Non importa: lo spazio non mancherà comunque per entrambi e la voglia di prevalere tornerà a vantaggio del tecnico viola che della competizione (sana) tra i singoli trae sempre spunto per schierare la formazione migliore.

Una sfida che inizia domani contro la Cremonese: a spuntare dal sottopassaggio ci si aspetta che sia Jovic. Il primo round è suo, salvo cambiamenti in queste ore verso il debutto, e si tratta(va) di una sensazione poi avallata da quello che è successo nelle amichevoli in Austria con deviazione finale in Spagna. Di base c’è che l’ex Real Madrid si è inserito bene in gruppo e quello che più conta ha subito dimostrato di avere confidenza con il gol, esattamente ciò che è spesso mancato lo scorso anno alla Fiorentina.

Va recuperato e riportato fisicamente e mentalmente ad essere l’attaccante che tre estati fa i “Blancos” avevano strappato a mezza Europa spendendo sessanta milioni di euro per portarlo via dall’Eintracht Francoforte, dove in una stagione Jovic aveva messo a segno 27 reti in 46 partite tra Bundesliga ed Europa League. Ventisette reti, va ribadito: che sono tante, tantissime per essere frutto del caso e non è possibile “dimenticare” come si fa. Difatti, al serbo è bastato ritrovare un ambiente che credesse in lui e le vecchie doti sono riapparse come d’incanto. Sì, certo, non basta un’amichevole di luglio o d’agosto per dare quelle certezze che invece vanno costruite su fondamenta molto più solide, però nemmeno è giusto far finta di niente: quattro gol al Real Vicenza, due alla Sanvitese, uno al Trento, uno al Betis Siviglia, dicono almeno che Jovic sa come farsi trovare pronto e puntuale all’appuntamento con gli assist dei compagni e questo della concretezza è lo spunto che più attira i favori di Italiano. Ecco perché domani toccherà a Luka Jovic.

Ma se così dovesse essere, sarebbe solo il primo atto di una sfida lunga mesi e partite che si susseguono. Arthur Cabral non è tipo che sta a guardare passivamente, men che mai è tipo arrendevole. Questa situazione l’ha messa subito in conto con l’arrivo di un collega/concorrente con nome e curriculum altisonanti, ma le sfide lo esaltano e non a caso al primo poker di gol di Jovic ha risposto con un altro poker di gol. Poi, però si è un po’ perso e magari inconsciamente ha deciso di aspettare le gare ufficiali, i tre punti, insomma quando le partite contano davvero per misurarsi nel testa a testa con il serbo.

Anche il brasiliano si era portato a Firenze una bella dote, rappresentata da ben diciannove gol segnati tra (metà) campionato svizzero e Conference League, ma entrare a far parte di un gruppo nuovo e soprattutto di un calcio nuovo a stagione in corso non è mai semplice.

Così, i primi cinque mesi di Cabral a Firenze non sono stati in linea con il rendimento a Basilea e i numeri personali si sono drasticamente abbassati (appena due gol in quattordici partite in Serie A) anche per il dentro-fuori nell’alternanza con Piatek, ma “quegli altri” numeri non si cancellano. Come per Jovic.

E si diceva della Conference League, la competizione vinta dalla Roma e che la Fiorentina vuole prendersi ai danni del Twente nel doppio confronto dei playoff: i cinque gol segnati (in sei partite) con i rossoblù elvetici un anno fa suggeriscono soprattutto una cosa. Che sia quello il palcoscenico che Italiano ha riservato a Cabral?


 

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