Il Tirreno

Firenze

Ikoné Operazione sorpasso

Francesco Gensini
Ikoné Operazione sorpasso

L’esterno francese vuole riprendersi lo scettro come ai tempi del Lille, in Ligue 1. Di rincorsa, può essere il jolly a cui attingere per garantire rapidità sulla fascia

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FIRENZE. Facciamo un bel parallelo con il ciclismo che rende bene l’idea. Jonathan Ikoné finora è stato quel corridore che si fa tirare fino al traguardo e poi piazza lo scatto vincente a poche decine di metri dall’arrivo sfruttando il lavoro – e la stanchezza – degli altri. Non uno che la sera viene poi invitato a cena dai compagni di fuga, ma lo sport è anche questo: concorrenza e competizione dentro le regole. Il paragone regge solo per descrivere in quale modo l’esterno francese ha dato l’impressione di trascorrere il mese di ritiro tra Moena e Austria (con puntata finale in Spagna per la gara col Betis a Siviglia) , poi stop, non c’è altro che accomuni le situazioni immaginate, perché Ikoné dentro al gruppo viola ci sta benissimo e gli altri con lui idem. È solo per dire che dopo le tante attese (molte disattese) della seconda parte della scorsa stagione, causa ed effetto inevitabili di un acquisto che aveva comportato un esborso economico non lontano dai 15 milioni per prendere un calciatore (protagonista) proveniente dalla squadra allora campione di Francia in carica e che nel giro di poche settimane avrebbe affrontato gli ottavi di Champions League, quelle aspettative hanno lasciato il posto ad una meno pressante curiosità. Di Italiano e dei tifosi viola, come minimo speranzosi di rivedere quell’Ikoné che aveva riempito gli occhi nel Lille, ma tutto sommato è una curiosità rimasta sotto traccia anche nelle parole pubbliche dello stesso tecnico viola che ha sempre provato a irrobustire caratterialmente l’ala transalpina. Che, di suo, ha preso e assorbito, mettendosi in coda al gruppo (sempre metaforicamente) con l’obiettivo di farsi notare solo quando era il momento giusto per farlo. Ha cominciato a spingere nelle esercitazioni tattiche a cui Italiano dà tanta importanza per aiutarsi a scegliere, nelle partitelle in famiglia undici contro undici che spesso mettono un posto in palio più ancora delle amichevoli, nelle stesse amichevoli partendo in quest’ultimo caso da una posizione di subordine rispetto a Sottil e Gonzalez: i due che appunto tra Moena e Austria (Innsbruck e Salisburgo) hanno guadagnato il vantaggio e provano a mantenerlo fino a domenica per le rispettive fasce d’attacco. Può darsi che vada a finire così, ma Ikoné di sicuro ci ha provato e ci proverà a sovvertire le gerarchie, che già di per sé è prestino dare per definite quando la stagione non è nemmeno iniziata ufficialmente. E il modo – sa benissimo – è uno solo per riuscirci: ritrovare la brillantezza e la velocità d’esecuzione che hanno fatto innamorare di lui la Fiorentina, dare concretezza alla propria azione quando le caratteristiche sopra citate gli consentono, anche con una certa facilità, di entrare in area di rigore o comunque di andare alla conclusione: e lì sono venuti fuori i limiti che hanno penalizzato l’esterno francese. A volte è stata un’impressione visiva, quasi sempre un racconto dettato dai numeri: diciassette partite in campionato (ma soltanto sette da titolare) e un gol all’attivo nella prima (mezza) stagione in viola (a cui vanno sommate le quattro presenze in Coppa Italia) . Tocca al francese, adesso, sfruttare la facilità nello scatto e la capacità di saltare l’avversario diretto, qualità queste che nel calcio di oggi fanno la differenza. Possono farla. Ed è ciò che gli chiede Italiano, esattamente quello che sperano i tifosi della Fiorentina, ciò che vuole l’ex Lille: domenica potrebbe avere la prima occasione. Dipende da lui. 
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