Il dolore
Viola, alla ricerca del gol perduto
La nuova stagione si è aperta evidenziando vecchi problemi: la rete resta un tabù. Alla Viola non mancano le attenuanti, ma tra meno di dieci giorni sarà già calcio vero
FIRENZE. Parlare di allarme è eccessivo considerando che è sempre calcio d’estate con i suoi carichi di lavoro che ancora ingolfano i muscoli e annebbiano le idee, le squadre che sono cantieri aperti, i nuovi acquisti che stanno cercando di capire, entrare, assimilare ciò che chiede il loro allenatore. Ma i numeri non mentono e questi stanno evidenziando, nel caso della Fiorentina, un problema già emerso nella scorsa stagione (soprattutto dopo la cessione a gennaio alla Juve di Dusan Vlahovic, 17 centri in 21 gare fino ad allora) : quello della sterilità offensiva. Stentano i centravanti e pure gli esterni d’attacco dai quali, a iniziare da Ikoné, Vincenzo Italiano pretende un costante contributo sotto porta. Le prime amichevoli contro formazioni dilettantistiche e di Serie C sono state contrassegnate come sempre da valanghe di reti che lasciano il tempo che trovano: 7 con il Real Vicenza (con tanto di poker di Luka Jovic alla prima apparizione) , 7 con l’Olginatese in 45’(nell’occasione poker anche di Cabral) , 6 con la Sanvitese nello stesso triangolare (doppiette fra gli altri di Jovic e Nico Gonzalez) , 4 contro il Trento (doppietta di Sottil e centro di Jovic) e altrettanti con la Triestina contro cui, fra i giocatori offensivi viola, è andato a segno il solo Sottil nonostante Cabral titolare e l’ingresso al suo posto, a 20’dalla fine, dell’ex centravanti del Real Madrid (che nell’occasione ha fallito pure un rigore) . Appena però si è alzato il livello dei test (entrambi internazionali) ed è cresciuto quello delle squadre avversarie le difficoltà sono venute a galla al di là, come detto, delle numerose attenuanti legate a questo periodo di lavoro e di preparazione.
Domenica scorsa in Austria, contro il Galatasaray, è arrivata la prima sconfitta (per 2-1) e se pure la Fiorentina, con Cabral titolare nel tridente con Nico Gonzalez e Sottil, ha finito in crescendo è riuscita soltanto ad accorciare le distanza con uno spunto del figlio d’arte. L’altro ieri a Salisburgo contro la Nazionale del Qatar i viola, con Jovic stavolta titolare nel tridente con Ikoné (che mercoledì ha ciccato e non poco) e Saponara, hanno pareggiato 0-0, non subendo, ma neppure facendo gol. Identico risultato contro lo stesso avversario lo ha aveva ottenuto pochi giorni prima la Lazio del capocannoniere di Serie A Ciro Immobile, motivo in più per i viola e i loro tifosi per non andare nel panico.
Tuttavia una sola rete nelle due sfide austriache impone una riflessione e di sicuro Italiano l’ha fatta e la starà facendo: starà valutando insieme al proprio staff il perché di questa persistente difficoltà in area avversaria (di sicuro pesano la condizione fisica ancora non al top e l’intesa non ancora affinata fra i reparti e i singoli giocatori, nella speranza che non si tratti di limiti tecnici dei componenti del reparto offensivo) , starà lavorando per poter sfruttare al meglio le iniziative e il possesso palla della squadra, per renderla più concreta e incisiva, per riuscire a finalizzare con continuità. Il tecnico viola avrà un’altra amichevole per mettere alla prova i suoi giocatori, domani sera a Siviglia con il Betis degli ex Joaquin e Pezzella, test impegnativo quanto indicativo, per altro l’ultimo della fase di pre-campionato. Poi comincerà la stagione ufficiale, con la prima giornata di A (la Fiorentina debutterà domenica 14 al Franchi con la neopromossa Cremonese, classica partita trappola) e pochi giorni dopo col play-off d’andata di Conference League, sempre tra le mura di casa. Nel calcio, si sa, serve non prenderle ma soprattutto metterla dentro. Un "vecchio" adagio che va sempre di moda.
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