Il Tirreno

Firenze

L'intervista

Masini: «Italiano mister felicità. Quest’anno c’è una marcia in più»

di Francesca Bandinelli
Masini: «Italiano mister felicità. Quest’anno c’è una marcia in più»

Visita in ritiro per il super tifoso: «Voglio far conoscere Celentano a Rosati». Promesse lezioni di solfeggio a Terracciano per recuperare terreno sui colleghi

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MOENA. Se n’è accorto subito, varcando il cancello del centro sportivo Benatti che lo spogliatoio della “sua” Fiorentina è uno spartito praticamente perfetto, quasi una sinfonia. Marco Masini lo dice senza giri di parole: «Quest’anno c’è una marcia in più, vedo sinergia, unità d’intenti». E, tra gli artefici, indica proprio lui, Vincenzo Italiano. «Ieri (lunedì, ndr) , l’ho conosciuto. È Mister Felicità, mi ha dato questa sensazione. È cambiata la consapevolezza, la mentalità e tutti adesso lo sanno». A non essere mutata, piuttosto, è la voglia di guardare in alto, «perché senza sogni non ha senso nemmeno vivere. Io credo che la squadra abbia basi importanti, non si potrà far altro che migliorare». Il passato, gli anni grigi delle salvezze agguantate in extremis sono alle spalle, sono un ricordo totalmente sbiadito. «No, nemmeno in quei momenti tristi avrei mai cantato “Vaff. ..” (successo del cantante del 1993, ndr) alla mia squadra del cuore. È proprio nei momenti difficili che un tifoso deve starle accanto, è una questione di fede».

Piuttosto, da cantante, potrà dare consigli a Gollorius, il rapper tra i pali che tanto successo ha già riscosso tra i suoi nuovi tifosi, o anche a Rosati, diventato celebre con le sue perfette imitazioni di Celentano. «La mia grande missione è proprio quella di far incontrare Adriano al portierone viola, è un target concreto. Invece, già da oggi pomeriggio (ieri, ndr) darò lezioni di solfeggio a Pietro Terracciano: gli ho promesso di farlo rimettere in pari col resto del mini-gruppo di chi sta tra i pali». Impossibile non ridere nemmeno dopo, quando dalle ultime file della sala stampa allestita al centro sportivo Benatti, è lo stesso Masini a domandare a Venuti se, forte dell’attitudine mostrata da Terracciano di lottare col coltello tra i denti per un posto in squadra, avrebbe potuto superare i due colleghi in partenza più esperti anche nel canto. Si diverte Marco, l’aria a Moena è leggera, ma sempre frizzante, perché nessuno alza mai la testa dal campo prima del tempo.

«Se mi aspetto una grande stagione europea? Me lo auguro – prosegue -. Conosco Mandragora, quando sta bene sa essere un buon giocatore. Può fare il play, ruolo importantissimo nel 4-3-3 di Italiano, ma anche la mezzala. E poi non voglio dimenticare Amrabat: ha chiuso la stagione in crescendo, è un giocatore capace di dare garanzie, come tanti altri. Lo stesso Bonaventura, per esempio, può agire anche da trequartista, permettendo alla squadra di cambiare in corsa. E poi, io torno sempre sul solito discorso: quando si fa gruppo, si può sempre arrivare lontano, persino oltre i propri mezzi. Guardate cosa è successo al Milan». Masini si gode lo spettacolo dei giocatori della sua squadra che gli sfilano davanti, ad allenamento finito e sorride. Si è preso qualche ora di relax, abbandonando il caldo torrido della città, ma presto tornerà al lavoro, a Milano. A settembre sarà al teatro romano di Fiesole, e nel frattempo sta portando avanti altri progetti musicali. «Sto scrivendo, per me e non solo». Per la Fiorentina, però, ci sarà sempre tempo,è questione di cuore e i sentimenti non si possono frenare. Non quelli colorati di viola.  l
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