Il dolore
Jovic-Cabral, sfida di gol
Sei reti a quattro, finora il duello per un posto da titolare va al serbo. L’allenatore si gode lo show e potrebbe anche farli giocare insieme
FIRENZE. Sei a quattro. Non ci si riferisce ad un “set”, non si parla di tennis, non ci sono Wimbledon o Roland Garros sotto i riflettori, ma sempre di una sfida uno contro uno si tratta: quella tra Jovic e Cabral per il posto da titolare al centro dell’attacco viola, perché dal 4-3-3 riparte Italiano e quindi il riferimento offensivo là davanti sarà uno soltanto.
Certo, con due esterni ai fianchi ugualmente a trazione anteriore, ma il terminale vero sarà comunque uno: o Jovic o Cabral, per una sfida all’ultimo gol da qui all’inizio della stagione e quindi alla decisione che ha tutto per far felici il tecnico siciliano e la Fiorentina. Intanto, conduce il serbo appena arrivato e il 6-4 di cui sopra si riferisce appunto alle reti segnate dai due tra l’amichevole contro il Real Vicenza, che ha aperto la serie giusto una settimana fa, e il triangolare con Olginatese e Sanvitese di sabato scorso: 6 gol Jovic, 4 Cabral. E il vantaggio (parziale) a favore dell’ex Real Madrid nasce proprio dalla prima partita disputata: un poker in quarantacinque per lui e la giostra dei sogni si è subito messa in movimento. Avversario di limitata caratura, difficoltà relative, tutto vero: ma essere nel posto giusto al momento giusto è la qualità evidenziata subito da Jovic e di più ad un attaccante non si può proprio chiedere. Se poi la forma fisica è quella che è e lo stesso Italiano racconta di un calciatore da far tornare ai livelli di un tempo non troppo lontano, la sostanza non cambia e anzi rafforza il concetto: la Fiorentina si augura di aver ritrovato il centravanti che buttava giù le porte a suon di gol in tutti i modi, di destro e di sinistro, di cattiveria e di rapina, tanto da convincere Florentino Perez a tirare fuori sessanta milioni per strapparlo ad una concorrenza che si era palesata dalle parti di Francoforte (dove appunto Jovic miracol mostrava) da mezza Europa. Estate 2019, ieri insomma. Quattro gol che sono diventati sei con i due realizzati alla Sanvitese in altri 45’ minuti nel secondo match del triangolare: facili facili anche quelli e per questo utili a ribadire il discorso.
Ma prima c’era stata la risposta di Arthur Cabral e così si torna all’assunto di partenza che già fa godere i tifosi viola. Impiegato da Italiano nel tempo di gara contro l’Olginatese, l’attaccante brasiliano forse pungolato nell’orgoglio o forse perché quello è il suo mestiere, ha dato riprova di non sentirsi affatto né indietro né tanto meno battuto in questa sfida tutta tra bomber e se qualcuno non fosse convinto di ciò, ecco lì quattro gol firmati in vario modo e tutti di pregevole fattura.
Anche lui di sinistro e di destro, di astuzia e di potenza, ma quello che contava è il risultato pratico e soprattutto il messaggio. “Io ci sono”. Parola di Cabral. E così Luka&Arthur stanno 6-4. In attesa di aggiornare il conto, imparano a conoscersi e a capirsi l’uno con l’altro con l’unica lingua parlata da chi di professione vive per il gol. Perché non è neanche detto che ci debba essere per forza una scelta, anzi ci sta che Italiano li impieghi anche insieme, ma per ora l’allenatore viola si gode la sfida che proseguirà a Moena nelle amichevoli di venerdì e sabato rispettivamente contro Trento e Triestina. L’ha voluta (la sfida) confermando Cabral e chiedendo Jovic, e già gongola all’idea di due attaccanti che possono trasformare la voglia di affermarsi in un valore aggiunto per la Fiorentina in campionato e in Europa. Game, set, match lo annuncerà solo Italiano: i tifosi viola non vedono l’ora di scoprire il vincitore.
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