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Gollini: «Qui chiudo il mio cerchio». Il portiere viola lavora già per restare

Francesca Bandinelli

	Pierluigi Gollini è con Rosati, il terzo portiere viola. Sono le sue prime immagini diffuse dal club coi nuovi compagni
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Pierluigi Gollini è con Rosati, il terzo portiere viola. Sono le sue prime immagini diffuse dal club coi nuovi compagni

È arrivato in prestito con diritto di riscatto e l’obiettivo è provare a stupire tutti da subito

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FIRENZE. È ufficialmente il nuovo portiere della Fiorentina, pronto a prendere il testimone da Pietro Terracciano che diventerà il suo vice. Pierluigi Gollini non ci gira intorno: «Questo per me è un capitolo che non si era mai chiuso». Era poco più che un ragazzino quando, sempre d’estate il Manchester United di Sir Alex Ferguson bussò alla sua porta, convincendolo ad accettare l’offerta per volare oltre Manica. Di fatto, la sua carriera è cominciata proprio lì coi Red Devils, salvo poi riuscire comunque a riavvolgere il nastro. A volte, certi amori fanno dei giri immensi, ma poi ritornano.

«Essere qui adesso - ha continuato Gollini intervenendo ai canali ufficiali del club - è un po’ come chiudere il cerchio di quella che è stata la mia vita, il mio percorso da giovanissimo e quindi la mia carriera. Sentivo il bisogno di dover tornare in un posto speciale come lo è Firenze. Sono molto carico, determinato e convinto che potremo toglierci bellle soddisfazioni». Lo aveva detto già venerdì sera, subito dopo le visite mediche: «Non sarà facile nessuno venire a giocare al Franchi», ieri ha rincarato la dose provando ad alzare l’asticella.

La Fiorentina lo ha preso in prestito oneroso (500 mila euro) dall’Atalanta e si è garantita il diritto di riscatto a otto milioni: tocca a lui dimostrare di essere la persona giusta con cui aprire un nuovo ciclo tra i pali. Tra le qualità che più hanno convinto, al di là dell’esperienza anche in campo internazionale messa insieme, c’è la capacità di riuscire in qualche modo persino a prevenire il tiro in porta dell’avversario, opponendosi con uscite che in passato, soprattutto in A, hanno finito con il mettere in difficoltà un po’ tutti. I viola lo ricordano bene. Sa posizionarsi bene tra i pali e, aspetto affatto secondario, sa essere il primo play della manovra, facendola ripartire dal basso, esattamente come piace e Vincenzo Italiano. L’aver lavorato a lungo con Gasperini, da questo punto di vista, lo ha fatto crescere anche nei tempi di lettura: il resto, nonostante i pochi gettoni di presenza effettivamente messi insieme a Londra con il Tottenham, lo ha fatto comunque Conte nella passata stagione. Toccherà a lui blindare la porta della Fiorentina, erigere un muro invalicabile per rilanciare le ambizioni di società e tifoseria in Serie A e, soprattutto, in Conference League.

Lo ha promesso sui social, ringraziando per la montagna d’affetto ricevuta i suoi nuovi tifosi: «Conosco un solo modo per ripagarvi di questo» ha scritto nelle ultime ore e anche per questo Firenze non vede l’ora di vederlo in campo. Tra poco più di un mese si farà già sul serio: dovrà essere lesto a trovare subito l’alchimia giusta con il nuovo ambiente. Gollini freme: vuol far emozionare la tifoseria, trasformandosi in uno dei garanti del rinascimento della Fiorentina. Non c’è da perdere tempo, la posta in palio è già altissima. Per la maglia che adesso rappresenta e pure per se stesso, perché mettere radici in questo posto dove dice di aver chiuso il cerchio suona quasi come una priorità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web