Gioco
Fiorentina, l’obiettivo di Mandragora: «Sono qui per mettere nuove radici»
Il centrocampista ha firmato un contratto di quattro anni con opzione per il quinto. «Mi vedo come play, ma so essere duttile. E poi voglio sfruttare il mio tiro da fuori»
FIRENZE. Emozionato? Anche se lo è riesce bene a nasconderlo. Rolando Mandragora si presenta sfoderando parlantina sciolta, buoni propositi e l’atteggiamento del fidanzato che tutte le mamme vorrebbero per le loro figlie. «È stato facile scegliere la Fiorentina, questa società ha una grande storia e la tifoseria è ambiziosa quanto me. Impossibile dire di no» racconta nella sala riunioni del Museo del Calcio a Coverciano, mentre il dg Joe Barone, seduto accanto, sorride compiaciuto. In realtà non è stata una trattativa così semplice: il Torino, dove il centrocampista di proprietà della Juventus ha giocato nell’ultimo anno e mezzo, ha cercato in più modi di tenerselo stretto su input del tecnico Juric, tanto che per lui era pronta pure la fascia di capitano. Un sentimento ricambiato come dimostra la lettera di gratitudine che Mandragora ha postato sui propri social per accomiatarsi dal club granata e dalla sua gente. «Ho vissuto a Torino un’esperienza intensa e sono rimasto molto legato, ho parlato spesso con Juric ma non ho esitato a scegliere il progetto Fiorentina. Hanno pesato la volontà e il calcio di Italiano, il calore e l’ambizione della piazza, il sentirsi fortemente voluto. Così eccomi qua, deciso a mettere radici». Nonostante abbia solo 25 anni Mandragora ha già vestito diverse maglie: adesso però è il momento di fermarsi per aprire un ciclo (ha firmato per 4 anni con opzione) e trovare quella continuità di rendimento indispensabile per fare il definitivo salto: «So di dovermi inserire in un un gruppo consolidato che la passata stagione ha disputato un campionato strepitoso. Arrivo in punta di piedi pronto a mettere a disposizione le mie qualità tecniche e mentali. Ho voglia di rivalsa, non mi è mai piaciuto essere etichettato come giocatore fragile anche se qualche infortunio mi ha un po' frenato. E comunque adesso sto bene» afferma sorridendo davanti a papà Giustino, presente in sala, che collabora col suo procuratore Luca De Simone. Insomma Mandragora è carico come è giusto che sia quando si è appena cominciata una nuova avventura e l’obiettivo, anche in ottica Nazionale, è confermarsi nel gruppo dei migliori centrocampisti italiani alla faccia della Juventus che pur essendo stata proprietaria del suo cartellino in tutti questi anni non gli ha mai dato una chance vera e propria (in bianconero Mandragora vanta una sola presenza) : «Il percorso con la Juve non è mai decollato ma io adesso penso solo a far bene con la Fiorentina. Spero di dimostrare il mio valore sui palcoscenici in cui merita di stare questa squadra». Il centrocampista originario di Napoli, già accostato ai viola in passato, arriva al posto di Torreira: «Con Lucas ho un ottimo rapporto, abbiamo giocato insieme a Pescara. Le nostre caratteristiche sono molto diverse e non solo fisiche. Nel 4-3-3 mi vedo nel ruolo di play che sento più affine. Ma posso fare affidamento sulla mia duttilità che nel calcio di oggi è molto importante e sul mio tiro dalla distanza: non vedo l’ora di fare gol per regalare gioie a me stesso e ai tifosi viola». Lo stesso Torreira, a pomeriggio inoltrato, gli ha riservato un in bocca al lupo personalizzato:» Sono sicuro che Firenze ti amerà». Fare bene in viola potrebbe aiutarlo anche a entrare in pianta stabile nel giro azzurro: con il ct Mancini ha collezionato una sola presenza ma ha fatto tutta la trafila delle giovanili. «Qui a Coverciano – dice – mi sento come a casa, mi auguro che la Fiorentina sia un trampolino per tornare in Nazionale». Sulle spalle porterà il numero 38, quello che finora ha accompagnato tutta la sua carriera: «Lo avevo quando con il Genoa ho debuttato 17enne e non lo cambierò mai». Ora non gli resta che scendere in campo.
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