Gioco
In regalo la foto di Hamrin, l'uccellino goleador che ha fatto sognare Firenze
In edicola, in omaggio col quotidiano, ogni martedì, mercoledì e giovedì, le tappe più belle del calcio a Firenze. Tutte da ripercorrere attraverso 16 bellissime foto dell'archivio Locchi, da collezionare in un pratico raccoglitore. Una raccolta da non perdere per i tifosi viola. Omaggio con il quotidiano
Firenze C’è voluto un “certo” Gabriel Omar Batistuta per levargli lo scettro di miglior goleador in campionato nella storia della Fiorentina, ma più che altro ci sono voluti esattamente trentatré anni perché il “Re Leone” di Reconquista riuscisse a fare quello che nessun altro era riuscito a fare dal 1967, dopo Kurt Hamrin.
Il grande attaccante svedese rimane sempre il marcatore viola numero uno in assoluto se si considerano tutte le partite ufficiali, Coppe europee e competizioni varie. Perché il leggendario “Uccellino”, così soprannominato per il fisico esile, era imprendibile per le difese avversarie e nelle nove stagioni con la maglia della Fiorentina ha firmato tanti di quei gol, tante di quelle vittorie (per conquistare una Coppa delle Coppe, una Coppa Italia e una Coppa Mitropa, oltre a quattro secondi posti in Serie A), da guadagnarsi un posto in prima fila nella Hall of Fame di questo club e nella riconoscenza di Firenze, città che non ha mai lasciato e in cui si è stabilito alla fine della carriera diventando un punto di riferimento per tante generazioni di giovani calciatori. E tutto ha avuto un inizio nel 1958, quando la Fiorentina decide di ingaggiarlo dalla Juventus (l’anno prima però aveva giocato in prestito nel Padova di Nereo Rocco doveva aveva segnato venti gol), intravedendo nell’ala scandinava le qualità giuste per sostituire un campionecome Julinho.
La staffetta avviene in estate: via il brasiliano, dentro lo svedese. Che comincia così come aveva finito al Padova, anzi pure meglio: firmando 26 gol nel suo primo torneo in maglia viola che la squadra di Czezler chiude a tre punti dal Milan campione per “colpa” di un finale con alcune sconfitte di troppo, inclusa quella a Firenze nello scontro diretto con i rossoneri. Ma Hamrin il suo l’ha fatto,come negli anni a seguire segnando montagne di gol, di astuzia e di opportunismo, di tecnica e di freddezza.
Spesso e volentieri più gol nella stessa partita, perché quando è in giornata di grazia non ce n’è per nessuno. Se ne accorsero a Bergamo il 2 febbraio 1964: nel 7-1 rifilato a domicilio all’Atalanta, 5 reti furono di Hamrin. Un record, ma non una rarità le marcature “multiple”. I difensori si “dimenticavano” il pallone? Il primo a raggiungerlo era “Uccellino” per trasformarlo in un tiro imparabile per il portiere avversario. Come nella foto, a Torino contro la Juventus. Spesso così, sempre così, fino al 14 maggio 1967: Fiorentina-Atalanta 1-1, gol viola di Hamrin. Il numero 150 in campionato, per un record che avrebbe resistito fino a Fiorentina-Venezia del 14 maggio (curioso scherzo del destino) 2000. Fino al travolgente “Bati”.
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