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Tramvia per lo stadio a Firenze, i lavori slittano e la Faentina dei treni resterà chiusa per mesi

di Mario Neri
Tramvia per lo stadio a Firenze, i lavori slittano e la Faentina dei treni resterà chiusa per mesi

Nei piani pubblicati dal Comune sulla linea Libertà-Rovezzano è previsto lo stop dei treni per 107 giorni: serve a costruire il sottopasso alle Cure. E il via ai cantieri potrebbe slittare a dicembre. Ecco un’ipotesi di nuovo cronoprogramma

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FIRENZE Sul cronoprogramma pubblicato dal Comune c’è ancora scritto 1° luglio. La data è rimasta lì, mentre il cantiere della tramvia Libertà-Campo di Marte-Rovezzano continua a spostarsi in avanti. Adesso la finestra più realistica sembra dicembre. Una data ufficiale manca. Il Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) di Palazzo Vecchio aveva già spostato al 30 settembre l’approvazione del progetto esecutivo di fase A e l’avvio dei lavori. Anche quel traguardo si è fatto stretto. Una fonte della commissione consiliare riferisce che il progetto esecutivo è arrivato all’Agenzia del Demanio l’11 agosto per le interferenze nell’area della caserma Perotti e che all’ente sono stati concessi 44 giorni per le osservazioni: si arriva al 24 settembre. Sei giorni prima della partenza scritta nel Piao. Ma agli ambulanti delle Cure i tecnici hanno parlato anche di dicembre. Inoltre, dalle carte emerge una novità: saranno necessari 107 giorni di interruzione della circolazione dei treni sulla Faentina in una fase di costruzione del sottopasso alle Cure, circa tre mesi e mezzo.

Lo slittamento produce l’effetto che Palazzo Vecchio voleva proprio evitare: l’incrocio con l’ultimazione dei cantieri per la tramvia Libertà-Bagno a Ripoli. A dicembre 2025 l’assessore Andrea Giorgio spiegava che i primi cantieri della 3.2.2 sarebbero stati collocati dove non avrebbero interferito con gli altri lavori. Il Ponte da Verrazzano ha cambiato i conti. La verifica strutturale ha imposto sette mesi di interventi, per circa 7 milioni, con avvio previsto fra settembre e ottobre e conclusione in primavera. L’obiettivo comunale per l’entrata in esercizio della 3.2.1 è ormai l’estate 2027. Se Rovezzano partirà davvero a dicembre, le due opere conviveranno per circa cinque mesi, da dicembre ad aprile, sei se il ponte arriverà a maggio. Il resto dei cantieri di Bagno a Ripoli dovrebbe esaurirsi entro fine anno, mentre il Ponte da Verrazzano potrà richiedere chiusure anche totali. Dall’altra parte della città cominceranno sottoservizi, recinzioni e scavi della nuova linea.

Sono 6,1 chilometri e 15 fermate da piazza della Libertà a Rovezzano. I binari scendono lungo viale Don Minzoni, passano sotto la ferrovia alle Cure, percorrono Mille e l’anello Fanti-Malta, poi Mamiani, Duse, Verga, Gignoro, Vitelli e Chimera. Per 1,2 chilometri, fra Mille e Campo di Marte, i tram viaggeranno a batteria senza pali e catenaria. Al capolinea sono previsti circa 130 posti auto, oltre ai 350 dell’hub intermodale. Quattordici i convogli Hitachi, più di 360 milioni il costo complessivo. Nel progetto ci sono anche l’ampliamento del deposito di Bagno a Ripoli e un nuovo attraversamento del Mensola.Il tratto più complicato sta sotto le Cure. Prima verrà costruito un cunicolo per spostare i sottoservizi fra via Berchet, Lungo il Mugnone e piazza delle Cure. Poi arriverà il tunnel tramviario. Il tratto rettilineo sarà un monolite di cemento armato largo 12,90 metri, alto 7,7 e lungo 34,5, costruito fuori sede e spinto sotto i binari. La curva dovrà essere realizzata direttamente nel terreno. Serviranno pali da 92 centimetri e, sotto la Faentina, doppie file di micropali metallici. Per questo il cantiere è stato spezzato in molte fasi da eseguire in sequenza.

La fase 3a è quella che metterà maggiormente sotto pressione la viabilità. L’accesso da piazza delle Cure verrà interrotto, viale dei Mille resterà con una corsia verso il cavalcavia, Don Minzoni con una corsia verso sud e Lungo il Mugnone sarà chiuso. Chi arriva dalle Cure dovrà passare da via Volta e via Passavanti; nell’altra direzione il traffico sarà spinto su Masaccio, con il primo tratto invertito, Fra Bartolomeo, Luca Giordano e Ponte al Pino. Nello stesso passaggio si lavorerà alla nuova fognatura sotto i binari della Firenze-Roma e della Firenze-Borgo San Lorenzo.

Il cronoprogramma originario distribuiva i cantieri più invasivi dal febbraio 2027: Mille fra Bixio e Sette Santi, viale Malta, Verga e via Vitelli; da estate e autunno Marconi-Bixio, Chimera, Duse, Fanti e Gignoro. Era il 2027 "caldo", costruito sull’idea che Bagno a Ripoli fosse ormai alle spalle. Oggi la 3.2.1 entrerà in servizio soltanto in estate e la 3.2.2 parte già con almeno due mesi di scarto sul Piao, cinque sul contratto. Se dicembre verrà confermato, poi, anche le fasi successive andranno riallineate.

C’è poi un’interferenza finora rimasta quasi nascosta nelle tavole tecniche. Nelle fasi 4a e 4b del sottopasso delle Cure sarà necessario fermare i treni della Faentina Firenze-Borgo San Lorenzo. Lo scrive il Comune nella relazione di cantierizzazione: la sospensione serve a completare le opere sotto la ferrovia, spingere il monolite e costruire in opera la parte curva. Il cronoprogramma contrattuale riserva già tre finestre a Rfi fra settembre 2026 e luglio 2028, quello di cantierizzazione stima che i lavori possano essere realizzati tra l’8 giugno e il 22 settembre 2027. La previsione tecnica originaria lascia ipotizzare una sospensione fino a tre mesi e mezzo, ma durata e calendario devono ancora essere concordati fra Rfi e Regione, che dovranno organizzare per quei giorni i servizi sostitutivi su gomma.

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