Toscana
Scandicci, cade dallo scooter per l’asfalto dissestato: Comune condannato
Al ferito circa 100mila euro, stava andando a un corso di aggiornamento allo stabilimento di Gucci
SCANDICCI. Uno schianto in scooter a causa delle numerose crepe che avevano trasformato la strada in un percorso accidentato. Lui, all’epoca 33enne, origini calabresi, venne proiettato per circa trenta metri lungo un asfalto istoriato da crateri e avvallamenti. Quando venne soccorso i sanitari riscontrarono ferite gravissime. Lesioni che alla fine di un calvario durato mesi, tra interventi e ricoveri per una lunga riabilitazione, lo segnarono con quasi il 40 per cento di invalidità riconosciuta dall’Inail (fu un incidente in itinere il cui danno è stato liquidato per la sua parte dall’istituto, ndr). Una vita stravolta nel fisico e nelle relazioni sociali. Era il 27 novembre 2018.
L’uomo stava percorrendo via Perosi per recarsi allo stabilimento di Gucci dove avrebbe partecipato a un corso di aggiornamento. Citato in giudizio il Comune di Scandicci, come responsabile civile per la manutenzione della strada, il Tribunale di Firenze ha riconosciuto all’uomo un danno differenziale (danno da inabilità temporanea e danno morale) per 152mila euro, ma durante la causa il giudice ha accertato un concorso di colpa del 30 per cento a carico dello scooterista che porta il risarcimento a circa 100mila euro. L’incidente si verificò dopo un sorpasso. Tra buche e feritoie stradali, con la “complicità” di un vecchio tombino a fare da ostacolo, l’uomo perse il controllo del veicolo concludendo la sua corsa dopo decine di metri. Per il Comune aveva un’andatura superiore ai 50 km/h e quel sorpasso era un azzardo. Un’assenza di prudenza, quindi, per l’ente e non le condizioni di via Perosi come causa dello schianto. Una tesi accolta solo in parte dal Tribunale. «Non v’è dubbio che il Comune non abbia provveduto, come gli imponeva l’articolo 14 del codice della strada, a mantenere in buon stato manutentivo la carreggiata, che risulta caratterizzata da una diffusa e inevitabile (per chi percorresse quella strada) crettatura (crepe, ndr) non poco trascurabile e nemmeno superficiale – si legge nella sentenza -.Certamente percorrendo detto manto stradale a bordo di uno scooter, come faceva l’attore il giorno del sinistro, non si poteva far a meno di incorrere in queste crettature, ciò che crea la condizione favorente la perdita di equilibrio del mezzo e la caduta a terra». Secondo il consulente tecnico d’ufficio «il sinistro stradale non si sia verificato né per incidenza della velocità di marcia dello scooter, né per una manovra di sorpasso di un veicolo o per aver avvistato da congrua distanza il veicolo Dacia ma per la perdita del controllo del mezzo a causa delle deformazioni del manto stradale di via Perosi». Nell’accertare il concorso di colpa, il giudice Susanna Zanda ha ritenuto che lo scooterista «non andava a velocità adeguata al maltempo e allo stato dei luoghi, e per giunta effettuava un sorpasso spostandosi verso la corsia di marcia opposta o comunque portandosi con forte velocità al centro della carreggiata in cui soprattutto si trovava la crettatura del manto stradale oltre all’ostacolo dell’auto proveniente dal senso opposto di marcia». Un sorpasso con un alto tasso di rischio, ma se la strada fosse strada sicura (dopo pochi giorni venne sistemata, ndr) l’incidente non ci sarebbe stato.
