Sciopero generale in Toscana, Cgil: «A Firenze siamo in 100mila» – Lavoro, pensioni, diritti: l’intervento di Maurizio Landini
Il corteo ha preso il via da piazza Santa Maria Novella e ha attraversato il centro. Presenti anche il presidente della Regione, Eugenio Giani e la sindaca di Firenze, Sara Funaro. Gli interventi dal palco in piazza del Carmine: «Sul territorio astensione al lavoro al 70%»
FIRENZE. Migliaia di persone sono scese in strada a Firenze per partecipare alla manifestazione regionale per lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Presente il segretario generale Maurizio Landini. Il corteo, che ha attraversato il centro della città, è partito da piazza Santa Maria Novella. Molte gli striscioni contro la manovra di Bilancio del governo Meloni, diffuse tra i partecipanti anche finte banconote da cento euro con sopra il volto della premier per dire basta ai tagli e chiedere salari più alti, pensioni dignitose, investimenti nei servizi pubblici e stop alla corsa al riarmo. Molte anche le bandiere della Palestina e cori propal scanditi lungo il corteo. In piazza Santa Maria Novella anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro.
Cgil: «Siamo in 100mila»
Secondo la Cgil sono 100mila i partecipanti alla manifestazione di Firenze in occasione dello sciopero generale e l’astensione dal lavoro è stata intorno al 70% sul territorio. Questi i numeri sono stati diffusi dal palco in piazza del Carmine prima dell'intervento del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha concluso la manifestazione.
In piazza Santa Maria Novella anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro. «I motivi per scioperare oggi e manifestare insieme alla Cgil sono, prima di tutto, dalla precedente finanziaria i tagli lineari sulla spesa corrente. Abbiamo visto e l'abbiamo annunciato durante il bilancio del Comune di Firenze più di 19 milioni nel triennio, per cui risorse importanti. Poi mancano risorse sul tema abitativo, per la ristrutturazione delle case popolari, per il contributo affitto, mancano risorse per tante partite che sono fondamentali, da quella del welfare a tante a tante altre».
Presente, tra gli altri, al corteo il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. «La Finanziaria tocca drasticamente le possibilità di offrire servizi ai cittadini e alla popolazione per comuni e regioni. Inoltre nuovamente questa legge finanziaria non dà risposte sul piano della necessità di risorse per la sanità pubblica di cui tutti ci lamentiamo: pronto soccorso liste d'attesa, ma senza risorse come si fa? - ha detto Giani - E ancora vi è una impostazione sul sulle imposte sulle tasse su quello che è l'aspetto fiscale che privilegia i grandi patrimoni e mortifica ancora pensionati e persone con basso reddito, all'opposto di quello che cerchiamo di fare con le politiche della Regione. Conseguentemente questa opportunità offerta dalla Cgil di mobilitarsi contro la finanziaria è quanto mai giusta e arriva nel momento opportuno».
Lavoro, pensioni, diritto allo sciopero: l’intervento di Landini
«Notizie che arrivano da oltre 50 città sono molto positive. piazze riempite e fabbriche svuotate», ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini nel suo intervento dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale. «Avevano detto che sarebbe stata abolita la Fornero e infatti ci si appresta a diventare il Paese con l'età pensionabile più alta. L'unica occupazione che cresce è invece quella di chi ha più di 50 anni e ciò avviene perché la gente non ce la fa più ad andare in pensione. Non cresce l'occupazione delle donne e dei giovani, aumenta il numero di giovani che lasciano il nostro Paese perché lì non sono sfruttati e non sono precari».
Durante il suo intervento il segretario generale ha sottolineato che «il grande successo di questa giornata di mobilitazione è molto importante perché indica una cosa molto precisa: la maggioranza delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati, cioè la maggioranza delle persone che tiene in piedi questo paese con il proprio lavoro non condivide e non accetta la manovra economica e politica di questo governo». Il successo dello sciopero «indica una cosa molto precisa che questo governo e queste politiche non rappresentano la maggioranza del pensiero, della volontà dei cittadini del nostro paese», ha aggiunto Landini.
«Questo governo e Fratelli d'Italia avevano presentato, e hanno detto che ripresenteranno un disegno di legge, un emendamento in legge di Bilancio che diceva che quando c'è uno sciopero generale i lavoratori devono dire se intendono aderire o non aderire dieci giorni prima. Lo hanno formalmente ritirato. Oggi le piazze sono piene e loro possono far tutte le trasmissioni televisive, comprarsi tutti i giornali che vogliono, ma la gente sta capendo esattamente quello che sta succedendo», ha anche aggiunto Landini. «Non solo attaccano lo sciopero se lo fai di venerdì. No, stanno attaccando il diritto di sciopero. Non giriamoci intorno», ha aggiunto Landini. «Da dove vengono le morti sul lavoro, che non stanno calando ma aumentando? La maggioranza di chi muove sul lavoro sono lavoratori precari, oppure lavoratori in nero o di ditte che lavorano in subappalto. Non si muore per sfortuna ma a causa di un modello di fare impresa fondato sullo sfruttamento, un modello di fare impresa che uccide e che mette in conto che si può anche morire», ha aggiunto ancora. «Fanno bene ad avere qualche timore, avere qualche paura, perché non ci fermano. Non so come dirlo, non ci fermano e siccome siamo convinti di rappresentare la maggioranza del Paese, andremo avanti fino a quando questa battaglia l'abbiamo vinta».
