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Firenze, stop a risciò e golf car dal 15 ottobre: corsa per ottenere una delle 24 navette autorizzate in area Unesco
Palazzo Vecchio pubblica l’avviso per i nulla osta: solo 24 mezzi elettrici ammessi su due itinerari prestabiliti. Domande via PEC il 15 ottobre dalle 9 alle 13, l’ordine di arrivo deciderà la graduatoria
FIRENZE Dal 15 ottobre cambierà radicalmente la mobilità turistica nel centro di Firenze. È stato pubblicato sul sito del Comune, nella sezione “Imprese e commercio”, l’avviso pubblico per l’assegnazione di 24 nulla osta destinati alle navette elettriche che potranno circolare nell’area Unesco. Il provvedimento dà attuazione al regolamento approvato dal Consiglio comunale lo scorso 30 luglio e prevede il divieto di circolazione per risciò, caddy, golf car e altri mezzi atipici.
La procedura
L’avviso disciplina la fase sperimentale. Sono previsti 12 nulla osta per ciascuno dei due itinerari individuati dall’amministrazione, per un totale di 24 autorizzazioni. Non sarà possibile concedere più di tre nulla osta allo stesso soggetto. Le domande potranno essere presentate solo da agenzie di viaggio e turismo, che inseriranno il trasporto all’interno dei pacchetti offerti ai clienti. I mezzi dovranno essere elettrici e immatricolati come “navette turistiche”, secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale 193 del 2015. Le richieste andranno inoltrate mercoledì 15 ottobre 2025, dalle ore 9 alle ore 13, esclusivamente tramite PEC. Non saranno accettate le domande inviate prima o dopo l’orario indicato. L’ordine cronologico di arrivo formerà l’elenco provvisorio delle istanze pervenute. Per chiarimenti sarà possibile scrivere all’indirizzo info.trasportoturistico@comune.fi.it tra il 6 e il 9 ottobre. Le risposte saranno pubblicate, in forma anonima, sul sito istituzionale.
I percorsi autorizzati
Le navette potranno muoversi soltanto lungo due itinerari prefissati, senza soste intermedie.
Itinerario A “Lungarni Ovest”: da piazzale Vittorio Veneto a corso Italia, passando per il Prato, via Curtatone, lungarno Vespucci (con fermata), Ponte Santa Trinità, lungarno Guicciardini, Ponte Vespucci e ritorno.
Itinerario B “Piazzale e Lungarni Est”: da piazza Ferrucci a piazzale Michelangelo (con fermata), lungo viale Michelangelo, viale Poggi, via del Monte alle Croci e viale Galilei, con ritorno al punto di partenza.
Le ragioni del Comune
La misura è stata fortemente voluta dagli assessori Jacopo Vicini (Turismo) e Andrea Giorgio (Mobilità) ed è stata motivata con la necessità di garantire decoro, sicurezza e sostenibilità in una delle zone più delicate della città. Negli ultimi anni, infatti, la proliferazione di golf car e risciò aveva sollevato critiche e proteste, sia per l’impatto estetico sia per i problemi legati alla viabilità e alla mancanza di regole uniformi. Con il nuovo sistema, il centro storico sarà accessibile soltanto tramite un servizio di trasporto turistico regolamentato, con mezzi ecologici, contingentati e tracciabili. L’obiettivo è ridurre l’improvvisazione e riportare sotto controllo un comparto che, fino a oggi, era cresciuto in modo disordinato.
La protesta
All’annuncio delle nuove limitazioni quest’estate si era sollevata la contestazione dei conducenti di risciò, caddy e golf car che da anni circolano in città in una sorta di “far west” normativo. La contestazione arrivò sotto Palazzo Vecchio con decine e decine di veicoli turistici generando tensione e caos.
La corsa alle autorizzazioni
Ora si apre la fase più delicata: quella delle richieste. Le agenzie di viaggio e turismo interessate avranno solo quattro ore – dalle 9 alle 13 del 15 ottobre – per inviare la loro PEC e assicurarsi un posto nella graduatoria. L’ordine di arrivo determinerà chi riuscirà a ottenere il nulla osta e chi resterà escluso. È prevedibile, dunque, una vera e propria corsa contro il tempo: 24 posti disponibili, decine di operatori pronti a contenderseli. Dal 15 ottobre Firenze dirà addio a risciò, caddy e golf car: a sostituirli saranno soltanto le 24 navette autorizzate distribuite sui due itinerari stabiliti da Palazzo Vecchio. Una svolta che ridisegna la mobilità turistica e apre, da subito, la competizione serrata tra chi vorrà accaparrarsi le nuove licenze.
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