Toscana
Firenze, Cecilia Del Re corteggiata dai Verdi: la vogliono in corsa per le elezioni regionali
Due incontri e contatti con l’ex dem. Lei: “Condividiamo molti temi”. Le truppe di Bonelli la immaginano come runner a Firenze per uno e due seggi e sognano un assessorato con Giani
FIRENZE Si sono visti la prima volta il 6 maggio, a Palazzo Pucci. Il pretesto un convegno dal titolo "Nel segno di Alex Langer, l’insegnamento di Papa Francesco". Ma poi i contatti, le telefonate, gli abboccamenti sono proseguiti. I vari indiscreti di palazzo parlano di due incontri, e ormai non è più un segreto: i Verdi stanno corteggiando Cecilia Del Re. Hanno in mente per lei un futuro alle regionali di novembre, da candidata nel collegio di Firenze. Del resto la "Ceci" è una acchiappa-preferenze, l’ha dimostrato sul campo ed ha sempre avuto una certa sensibilità ecologista. L’ex assessora dem silurata da Dario Nardella che per mesi ha chiesto al Pd le primarie per la scelta del candidato sindaco (anzi sindaca, la sfida è sempre stata con Sara Funaro), alla fine decise di uscire dal partito e correre con Firenze democratica, la sua lista di political revenge.
E con quel cartello s’è conquistata il seggio da consigliera comunale e capogruppo raccogliendo 11.240 voti, il 6,21%. Un piccolo boom. Del Re non conferma né smentisce la proposta dei Verdi toscani ma ammette di essersi vista a Firenze a inizio maggio con Eros Tetti, il portavoce regionale dei Verdi, e Sandra Giorgetti, membro della direzione nazionale del partito di Angelo Bonelli e articolo 90 in Palazzo Vecchio, cioè dirigente nscelta proprio da Funaro. «Ho trovato un ambiente positivo in quell’incontro - dice solo Del Re - Del resto condividiamo molti temi e sono stata anche assessora all’ambiente negli anni di giunta, la delega che più mi ha appassionata. Se hai una sensibilità ambientale capisci che oggi di questo deve occuparsi la politica».
Di certo i Verdi provano ad imbarcarla con una strategia. Sanno che per un piccolo partito strappare uno o due seggi a Palazzo Pegaso è possibile ma solo puntando su una piazza che garantisca numeri. E Firenze è imprescindibile. Così, ad esempio, un candidato di bandiera (Tetti?) potrebbe tentare un ticket con Del Re o con Silvia Noferi, l’ex 5stelle che ha appena lasciato per passare le truppe ecologiste, e sperare appunto di superare gli alleati di SI rosicchiando voti dem, pure di riformisti delusi dalla Schlein.
Ma se Del Re venisse candidata, i Verdi rischierebbero di fa infuriare ancora di più gli ex compagni di Ecolò (gli esuli oggi in maggioranza) e aprire una crepa in Avs con Sinistra Italiana. Non solo l’accordo con "Ceci" fu tentato da Tomaso Montanari alle comunali con l’intento di costruire una grande gauche fiorentina alternativa a Funaro e al Pd (tentativo naufragato), ma i Verdi hanno bruciato i tempi e già dichiarato il loro appoggio a Eugenio Giani (anche se non è ancora ufficialmente in corsa). «Puntano a un assessorato», malignano i "compagni" di SI. Fatto sta che con l’operazione "Ceci", in Toscana Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) rischierebbe di assumere tratti parecchio pulp, tipo Agguati Vendetta e Sangue (politicamente parlando, si intende).
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