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La presa di posizione

Esplosione a Calenzano, Giani: «Il deposito Eni non deve più stare lì»

Esplosione a Calenzano, Giani: «Il deposito Eni non deve più stare lì»

L’annuncio arriva dopo l’invio di nove avvisi di garanzia tra manager dell’Eni e due della ditta appaltatrice Sergen

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«Io ritengo che l'Eni, lì a Calenzano, non ci debba più stare». Così Eugenio Giani, presidente della Toscana, oggi a Firenze, a margine di un evento, parlando con i giornalisti degli sviluppi dell'inchiesta sull'esplosione al deposito Eni di Calenzano (Firenze) del 9 dicembre 2024, che causò 5 morti, il ferimento di altri 27 tecnici e lavoratori, di cui alcuni in modo grave, più danni materiali ingenti, dopo che ieri, mercoledì 19 marzo, il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, ha annunciato l'invio di avvisi di garanzia per sette manager di Eni e per altri due della ditta appaltatrice Sergen.

La decisione dopo l’esito delle indagini

«Come avevo preannunciato - ha aggiunto Giani -, volevo prima ascoltare l'esito di questa prima fase delle indagini: vedendo quello che stamani tv, giornali e i media riportano delle dichiarazioni del procuratore Tescaroli, persona di assoluta autorevolezza che pondera sempre le cose che dice e di cui ho fiducia per il modo in cui opera, ritengo che l'Eni lì a Calenzano non ci debba più stare».

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