Sicurezza
La cripta, il museo, il De Martino: Sesto Fiorentino conta le ferite del fango dopo l’alluvione
Ripulita la Pieve, ma restano i danni: anche il Museo della ceramica è stato travolto
SESTO FIORENTINO. Le piazze e le strade del centro di Sesto Fiorentino sono state in gran parte ripulite tra domenica e ieri, lunedì 17 marzo. Il sole di questi ultimi due giorni ha permesso di asciugare la patina di melma depositata dovunque.
I parrocchiani hanno ripulito con più lena del solito la Pieve di San Martino dove il giorno della piena si erano trovate bloccate due signore addette alle normali operazioni di risistemazione del fine settimana. Anche l’oratorio ha riconquistato i propri confini. Le tracce del passaggio dell’alluvione restano nelle cataste di masserizie sulle piazze e sulle strade. È stata anche svuotata dall’acqua la cripta, ancora evidenti sono i graffi di fango sulle pareti e l’umidità forte che entra nelle narici. È ripartito già da ieri il Centro Chicco di Grano che si affaccia su piazza della Chiesa il cui compito è quello di consegnare i pacchi alimentari alle persone in difficoltà. «Siamo riusciti a salvare tutto - racconta Francesco - Quello che era nei frigo e nei congelatori lo abbiamo consegnato a un punto cottura. Non si è salvato, invece, il vestiario destinato al carcere». I volontari ieri mattina hanno risistemato tutto per garantire la distribuzione dei pacchi alle 160 famiglie.
«Non abbandoniamo il Parsifal» era stato questo l’appello lanciato dalla Bandabardò sabato mentre i componenti della band spalavano il fango per liberare la sala di incisione di via della Tonietta completamente distrutta dall’ondata di acqua. «Gli strumenti, delicatissimi, delle sale prove galleggiavano, un’immagine terrificante». Diletta del Parsifal ha gli occhi lucidi ricordando quelle scene, mentre ora sta cercando insieme agli amici di pulire ognidove. «Una sala non è agibile, abbiamo perso tutto. Però c’è stata molta solidarietà sia dai musicisti come Piero Pelù, la Bandabardò e altri ancora che hanno aperto un crowfounding per il Parsifal». Oltre 300 donazioni e 14 mila euro raccolti. Scendendo verso la ferrovia, in via Savonarola si notano scarti e detriti accatastati di fronte all’Archivio della Ceramica sestese. Fango ovunque che ha ricoperto i modelli e gli oggetti custoditi. E non è migliore la situazione all’Istituto de Martino di Villa San Lorenzo dove l’acqua si è portata via decenni di storia della musica. «Mi si stringe il cuore – dice Stefano Arrighetti presidente del de Martino – sono combattuto tra il pianto e un sospiro di sollievo perché qui sono accorsi tutti coloro che ci devono essere: ci sono i carabinieri per la difesa del patrimonio culturale, la Regione, la Città Metropolitana e il Comune e una ventina di persone a lavorare e la Croce Rossa. Il pianto è di quel materiale come libri e riviste che erano nel deposito. L’Archivio storico è danneggiato per il 40% verrà portato all’Opificio delle Pietre Dure e verrà congelato e restaurato e poi riconsegnato a noi».
Al lavoro c’è la Protezione civile sia in piazza del Mercato che in piazza della Chiesa. Le transenne delimitano le due piazze e via Barducci. La viabilità nel centro è modificata: sia il sottopasso di via Machiavelli che quello di piazza della Chiesa devono essere liberati dal fango, ma mentre il primo potrebbe già essere aperto oggi, per quello di piazza della Chiesa i tempi potrebbero essere più lunghi. Più complessa, invece, è la situazione a Morello dove è chiusa la strada panoramica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
