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Corte dei conti

Firenze, false pratiche per gli immigrati: condannata ex funzionaria della prefettura

di Pietro Barghigiani
Firenze, false pratiche per gli immigrati: condannata ex funzionaria della prefettura

Dovrà risarcire con 35mila euro il ministero dell'Interno

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FIRENZE. Una vecchia inchiesta che fece rumore per numero di indagati (un’ottantina) e profilo di chi venne arrestato (undici tra cui un consigliere comunale) per un giro di mazzette grazie alle quali venivano fatti entrare in Italia e regolarizzati cinesi che non ne avevano titolo. Definito il fronte penale (dieci condannati), arriva ora la giustizia contabile a pronunciarsi per una delle protagoniste della vicenda, l’unica che scelse il rito ordinario rimediando una sentenza di 2 anni e 10 mesi. La Corte dei conti ha condannato Daniela Pierini, 64 anni, pratese, all’epoca dei fatti funzionaria della prefettura di Firenze, a risarcire il ministero dell’Interno con 35mila euro per danno patrimoniale da disservizio e da spese indirette e d’immagine. La donna nel frattempo ha lasciato l’Italia e ha stabilito il suo domicilio nella provincia di Las Palmas de Gran Canaria in Spagna. Accusata e riconosciuta colpevole di aver favorito l’ingresso illegali di immigrati, Pierini era stata assolta dalle altre due accuse: l’associazione per delinquere e la corruzione.

Non furono dimostrate in aula le prove di passaggi di soldi o altre utilità per le facilitazioni nell’istruire le pratiche di regolarizzazione degli immigrati. Secondo le accuse, l'associazione si occupava di istruire e seguire le pratiche per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno dei cittadini cinesi o il ricongiungimento con i familiari, procurando loro tutto ciò che è previsto dalla legge: dalla residenza al rapporto di lavoro subordinato, documenti che arrivavano grazie alla collaborazione dei cittadini – per lo più pistoiesi – considerati collaboratori attivi dell’organizzazione.

All’epoca degli episodi, la 64enne era in organico come assistente sociale nella prefettura fiorentina. E in quel ruolo si sarebbe data da fare in maniera illecita per sistemare numerose posizioni prive di requisiti tra il 2007 e il 2009. Nella maggioranza dei casi la contestazione era quella di aver «procurato l’ingresso nel territorio nazionale di numerosi cittadini di nazionalità cinese, utilizzando i ricongiungimenti familiari ed i flussi del 2007, formando documentazione lavorativa e reddituale falsa per 308 persone o reperendo fittizi datori di lavoro per 40 stranieri di varia nazionalità».

Scrivono i giudici contabili sulla ex funzionaria: «Nessun dubbio in merito alla connotazione dolosa dell’illecito, come si desume dal gran numero di pratiche falsificate, dalla sistematicità della condotta e dalle stesse modalità della falsificazione». Nel quantificare il risarcimento a favore del ministero dell’Interno, la Corte dei conti sottolinea di dover «tener conto della gravità della condotta, dell’abuso delle funzioni dell’ufficio, della risonanza mediatica, della peculiarità del bene leso, della dolosità della condotta e della reiterazione dei fatti delittuosi, numerosissimi e protrattisi per almeno un biennio, nonché della riprovevolezza sociale e penale dei fatti». Pierini è stata presente alla discussione davanti alla corte, ma non si è costituita e la condanna è arrivata in contumacia.l


 

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