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Firenze, viaggio con i vigilantes sulla tramvia fra bivacchi e sguardi stupiti

di Giulia Poggiali
Francesco del Prete, una delle due guardie giurate in servizio sulle linee della tramvia da mercoledì
Francesco del Prete, una delle due guardie giurate in servizio sulle linee della tramvia da mercoledì

Abbiamo fatto due corse con le guardie giurate a bordo di Sirio: «Per ora nessuna rissa o rapina la gente però ci vede e timbra»

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FIRENZE. Posti ai vertici dei vagoni della tramvia, i due vigilantes osservano i movimenti dei passeggeri. Qualcuno è incuriosito, altri non possono fare a meno di fissare la divisa e la pistola. E poi c’è chi si affretta ad obliterare il biglietto, perché «pensano che siamo qui anche per fare delle multe». Le guardie giurate che da mercoledì viaggiano in tramvia potrebbero essere la soluzione a risse, litigi, spaccio e cattivi comportamenti che da mesi (o anni) si susseguono alle linee di Sirio. E di cui subiscono gli effetti non solo turisti, ma anche tanti pendolari, studenti e pensionati.

Ma l’altra faccia della medaglia è proprio la scarsa sicurezza: tra borseggiatori, senza fissa dimora che, sdraiandosi, occupano i posti a sedere, e aggressioni, sono tanti gli utenti che nel tempo si sono lamentati. Soprattutto la sera, oppure nelle fasce più affollate come dopo pranzo, il caos rischia di prendere il sopravvento, annullando tutti gli effettivi vantaggi del mezzo. Da qui la decisione presa dall’amministrazione, che insieme a Gest, ha scelto di lanciare un segnale ai cittadini: per tutta la settimana, domenica compresa, la squadra composta da due guardie giurate sarà presente sulle linee per un turno di 7 ore in orari differenti (ma compresi comunque tra le 6 e le 23), salendo e scendendo sui convogli.

La Polmetro, tuttavia, è un progetto pilota, dato che si concluderà a dicembre in attesa di soluzioni «più strutturali da parte del Ministero», ma se tutto va a buon fine, potremmo continuare a vedere le guardie giurate anche il prossimo anno. È poco dopo l’ora di pranzo e alla fermata Alamanni-Stazione sale, sulla coda del mezzo, Francesco del Prete, una delle due guardie giurate in turno. Una volta presa la postazione, estrae dalla tasca carta e penna e si segna il percorso che si appresta a svolgere e l’ora: «Serve per tenere traccia del lavoro svolto – spiega la guardia –. Da qui ci dirigiamo a Batoni, poi scenderemo per ritornare verso Alamanni. Per fare questo lavoro abbiamo ricevuto una formazione specifica, dalla durata di due anni, con tanto di rilascio di un attestato. Molti ci hanno ringraziato, si vede che alcuni utenti, soprattutto anziani, ne sentivano il bisogno».

La funzione dei vigilantes è duplice, perché da un lato servono come deterrente contro quei comportamenti che creano disagio ai passeggeri, come i bivacchi, e dall’altro possono avvertire in tempo reale le forze dell’ordine in caso di necessità. Questo significa che non possono arrestare in tempo reale chi commette una effrazione o un reato, ma possono svolgere un valido servizio di controllo.

«Inizialmente credevamo di dover affiancare i controllori. Anche loro negli ultimi tempi non viaggiano molto sicuri. Chiedere un biglietto è diventato un rischio – ammette il vigilantes – . Il progetto è partito da poco, perciò al momento non abbiamo registrato troppi problemi, se non qualche bivacco, ma quando il mezzo è affollato per noi è davvero difficile vedere cosa accade al suo interno, per questo dobbiamo vedere ancora come gestirci, d’altronde siamo qui da appena due giorni».

Mentre scende dal mezzo, mettendosi in contatto con il collega, del Prete spiega quali sono le tratte più complesse. La più affollata, nonché la più difficile da gestire, è la linea T2, che attraversa Novoli, e a detta dei vigilantes ha subito importanti trasformazioni: «Novoli è cambiato come quartiere, poi la tramvia che porta verso quelle zone fa molte fermate, tra cui anche l’università fino ad arrivare al Vespucci. Mentre sembra che la fermata Monni, quella delle Cascine, sia migliorata, anche grazie all’intervento delle forze dell’ordine all’interno del parco. Ma chi vuole delinquere poi si sposta da altre parti».

Dato che è ancora tutto in divenire, la pianificazione degli orari e dei percorsi delle settimane successive potrà essere modificata, anche sulla base dei report quotidiani. Non resta quindi che aspettare cosa potrebbe accadere in poco più di un mese.l
 

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