Il Tirreno

Firenze

L’indagine

Uccise coniugi e diede fuoco alla casa: chiesto il processo per Antonino La Scala


	Carabinieri e vigili del fuoco a Bagno a Ripoli (foto d'archivio)
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Carabinieri e vigili del fuoco a Bagno a Ripoli (foto d'archivio)

Bagno a Ripoli, il 46enne è accusato di duplice omicidio volontario aggravato dal futili motivi, rapina aggravata e distruzione di cadavere

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BAGNO A RIPOLI. La Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per Antonino La Scala, 46 anni, accusato di duplice omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall'aver agito con crudeltà e approfittando delle condizioni di minorata difesa delle vittime, rapina aggravata, distruzione di cadavere e danneggiamento a seguito di incendio. L'indagato, il 5 dicembre 2023, uccise nella loro casa, a Osteria Nuova, frazione del comune di Bagno a Ripoli (Firenze), i coniugi Umberto Della Nave, 84 anni, e Dina Del Lungo, 83 anni, e poi dette fuoco all'abitazione per cancellare le tracce del delitto. La Scala si trova attualmente ancora ristretto nel carcere di Firenze Sollicciano.

Il delitto “mascherato”

Subito le indagini avevano escluso che si fosse trattato di un incendio causato da un cortocircuito e aveva preso corpo l'ipotesi dell'omicidio. Dall'esame autoptico emerse poi che l'84enne era stato ucciso con un'arma da taglio, mentre la moglie era stata strangolata. Gli elementi raccolti dai carabinieri, in particolare l'analisi del Dna di numerose tracce di sangue rinvenute nell'abitazione delle vittime e il ritrovamento di un'agenda in cui Umberto Della Nave aveva annotato un prestito di 50 mila euro fatto a Antonino La Scala e non ancora restituito, portarono il successivo 11 dicembre all'arresto del 46enne. Arresto convalidato dal gip che dispose la misura cautelare della custodia in carcere.

L’indagine e l’incidente probatorio

Successivamente, spiega oggi la Procura con una nota firmata dal procuratore Filippo Spiezia, sono stati svolti ulteriori accertamenti «consistiti in assunzione di sommarie informazioni, nell'estrapolazione di filmati da sistemi di video sorveglianza, dei tabulati telefonici in uso all'indagato e alle vittime consentendo la ricostruzione delle fasi dell'azione e dei suoi tempi». Nello scorso mese di settembre si è, poi, svolto davanti al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Firenze un incidente probatorio, su richiesta della Procura, che aveva come oggetto «la perizia in relazione all'analisi di tutte le tracce evidenziate nel corso dei sopralluoghi eseguiti l'interno dell'abitazione dalla sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, e in relazione alla presenza sostanze acceleranti (in particolare su un indumento della vittima (Della Nave) e sull'esistenza e funzionalità di un impianto di videosorveglianza». Secondo la Procura, tale udienza ha «ulteriormente ampliato il quadro probatorio a supporto dell'addebito contestato, in relazione alla presenza di tracce riconducibili a La Scala (ed altre riconducibili alle vittime e compatibili con la ricostruzione dei fatti) nonché della presenza di un composto compatibile con distillati di benzina o gasolio su un capo di vestiario indossato da Umberto Della Nave», e «altrettanto convergente appare l'esito relativo all'altro quesito, poi oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dei carabinieri».

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