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Festival del cinema a Firenze, bufera politica sulla presenza dell’ex brigatista

L’ex brigatista Pasquale Abatangelo in sala al Teatro della Compagnia
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L’ex brigatista Pasquale Abatangelo in sala al Teatro della Compagnia

Il centrodestra: «Inaccettabile, è finanziato con soldi pubblici»

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FIRENZE. L’ex Br al Festival dei Popoli di Firenze e il centrodestra, già surriscaldato per un tentativo di effrazione alla sede regionale della Lega nella notte, sale sulle barricate. A innescare la polemica politica è la presenza, ieri alla rassegna cinematografica nel capoluogo toscano, di Pasquale Abatangelo, ex componente delle Brigate Rosse, tra i tredici “detenuti politici” di cui le Br chiesero la liberazione in cambio del rilascio di Aldo Moro nel 1978.

Abatangelo doveva intervenire al teatro della Compagnia al termine della proiezione del film “Pensando ad Anna” , un documentario in cui si racconta la storia di una delle più importanti rivolte carcerarie degli anni ’70, anche attraverso la voce dell’ex brigatista, tra i protagonisti dei fatti raccontati dalla pellicola. Ma alla fine partecipa soltanto come spettatore in sala. Con il regista che parla di «strumentalizzazioni da parte di certe parti politiche», la destra che tira in ballo Palazzo Vecchio per il patrocinio e i finanziamenti e il Comune che risponde con l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini derubricando la vicenda come «polemica strumentale».

Il primo ad andare all’attacco è Marco Stella, capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale, che parla di presenza «gravissima e sconcertante», resa ancora più grave dalla «dimensione pubblica» dell’evento. Mentre Paolo Bambagioni, consigliere comunale della lista Eike Schimdt Sindaco, annuncia che presenterà un’interrogazione a Palazzo Vecchio. «I soldi pubblici non devono essere utilizzati per organizzare eventi che diano voce a soggetti che hanno seminato il panico nella nostra Nazione», sottolinea la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Sandra Bianchini.

Ma la polemica raggiunge anche i Palazzi della politica nazionale. «Libertà non è assenza di limiti. Inaccettabile la presenza di Abatangelo al Festival dei Popoli di Firenze», dice la deputata e vicesegretaria nazionale di Forza Italia, Deborah Bergamini. «Sconcerta che tutto ciò avvenga a una kermesse finanziata con fondi pubblici, tra cui Ue, Ministero, Regione Toscana e Comune di Firenze», aggiunge Bergamini. Che annuncia «un’interrogazione alla Camera».

«Il Festival dei Popoli è finanziato con soldi provenienti dall’Ue, dal ministero, dalla Regione e dal Comune. Denari pubblici, dunque. I brigatisti volevano sovvertire lo Stato, oggi partecipano a iniziative che dallo Stato traggono finanziamenti», osserva il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura a Palazzo Madama. Anche Italia Viva chiede chiarimenti a Sara Funaro e giudica «inopportuna» la presenza dell’ex Br anche perché rischia di «ferire la sensibilità dei cittadini e dei familiari delle vittime», dice il renziano Francesco Casini.

Da Palazzo Vecchio interviene l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini, chiarendo che «la presenza dell’ex brigatista è dovuta esclusivamente all’invito diretto da parte dei produttori e che garantiscono che Abatangelo non risulta iscritto come relatore». Per questo, aggiunge Bettarini, «dal centrodestra vedo solo una polemica strumentale che cerca di confondere il piano politico con quello dell’opera documentaria». E «il docufilm approfondisce un tema importante e tragico nella storia nazionale come quello del terrorismo». Per placare gli animi, gli autori del docufilm scelgono il passo indietro: «Oggi parlerò solo io, Pasquale Abatangelo parlerà da domani, non appena gli animi si saranno calmati e si potrà ragionare nel merito del film che è un'indagine storica», dice il regista Tomaso Aramini, aggiungendo che «il livello del dibattito culturale in Italia è purtroppo infimo e certe parti politiche vogliono strumentalizzare qualsiasi cosa».

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