Il Tirreno

Firenze

La storia

Firenze, da B&B per turisti a foresteria: così la coop aiuta i dipendenti che non possono pagare l’affitto

di Giulia Poggiali
Firenze, da B&B per turisti a foresteria: così la coop aiuta i dipendenti che non possono pagare l’affitto

La struttura è stata inaugurata di recente e può ospitare quattro persone, ma non basta a coprire tutte le necessità

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. L’emergenza abitativa è un fenomeno che accomuna Firenze a tante altre città italiane. E sono sempre di più le persone, di tutte le età e professioni, che non possono permettersi un alloggio. Il fenomeno incide anche e soprattutto sul lavoro: molti dipendenti sono costretti ad abbandonare il proprio posto per fuggire verso un’altra città, oppure, per tornare a casa. I dipendenti della Cooperativa sociale Il Girasole però possono sperare in un futuro migliore. Solo poche settimane fa il Girasole ha consegnato le chiavi dell’appartamento in zona Novoli, preso in locazione da un privato, ai primi quattro inquilini. Sono i lavoratori che hanno un impiego e uno stipendio regolare ma che non riescono a trovare sul mercato una casa a canoni sostenibili.

L’alloggio, prima usato per affitti turistici brevi, è stato risistemato dalla cooperativa seguendo la formula foresteria, che prevede una sublocazione a favore dei dipendenti e anche soci della cooperativa: nell’appartamento ogni coinquilino contribuisce all’affitto e alle spese per le utenze. Andrea Ricotti, direttore area Accoglienza e Housing sociale de Il Girasole, spiega che il progetto nasce da una triste richiesta che stava aumentando giorno dopo giorno: «A Firenze per una casa vanno via tre quarti di uno stipendio. Inoltre gli affittuari richiedono garanzie che solo pochissime persone hanno, i nuclei monoredittuali vengono esclusi a priori. Quando al nostro sportello Abitare, sono cominciati ad arrivare i nostri e le nostre colleghe, e non più solo le persone inviate dai servizi sociali, una realtà come la nostra non poteva fare finta di niente ed è nata la volontà di dare un segnale positivo al territorio, provando a creare un modello, o a ripensarne uno vecchio di decenni, con la speranza che possa essere preso come esempio anche da altre realtà pubbliche e private: la cooperativa si pone come garante e titolare del contratto di affitto dell’immobile e mette a disposizione dei propri soci-lavoratori, che pagano un canone di affitto, un appartamento in co-housing. L’idea del progetto è quella di creare una situazione di ponte tra l’emergenza abitativa e l’autonomia: i colleghi verranno costantemente supportati dall’equipe fino al raggiungimento dell’obiettivo».

La struttura che è stata di recente inaugurata è la prima foresteria messa a disposizione, «ma non è sufficiente per coprire tutte le necessità. Ci sono altre situazioni di difficoltà abitativa tra i nostri dipendenti, per ora abbiamo dato priorità alle quattro più urgenti» dice Ricotti. I dipendenti in difficoltà abitativa sono uomini e donne che hanno soggiornato presso l’albergo popolare, oppure da amici. Ma si tratta sempre di camere sovraffollate, dove i coinquilini vivono in situazioni precarie. Al momento la cooperativa aiuta specialmente le persone single, senza una famiglia. Una scelta, tuttavia, costretta dai nodi amministrativi e legali ancora da sciogliere: «Vorremmo, in un futuro, dedicarci anche ai dipendenti con famiglia. Va da sé che gli spazi dovranno essere più adeguati in base alle esigenze, ma purtroppo per ora possiamo aiutare solo i single. Abbiamo in mente di creare tre soluzioni abitative per un totale di 12 persone». l

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa