Il Tirreno

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Emergenza droga

Firenze, Guarlone e parco del Mensola: le “Cascine bis” dello spaccio

di Giulia Poggiali
Uno dei recenti sit in dei comitati
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Uno dei recenti sit in dei comitati

Dalla Fondazione Caponnetto la mappa delle zone più a rischio

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FIRENZE. I fiorentini vanno in vacanza, ma la criminalità resta in città. La media è di tre tra aggressioni e spaccate al giorno nelle zone centrali, che mettono in allarme residenti e comitati (senza contare i furti che in generale non vengono neppure denunciati) . Lo conferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto che ha stilato un report frutto di precisa osservazione e dedizione. Il mese di agosto è partito con un uomo che ha sparato con un fucile a canne mozze, tra via Massa e via Castelfidardo, zona Isolotto. Poi il 4 agosto è stato segnato dallo sciopero dei bagnini della piscina Costoli, stanchi delle violenze registrate nell’impianto di continuo. Sempre nello stesso giorno è stato commesso un furto, per fortuna interrotto, in viale Don Minzoni, in concomitanza con un’aggressione a una donna che passeggiava in zona Borgo Ognissanti. Il giorno dopo i residenti di San Jacopino hanno assistito a un regolamento di conti, con tanto di rissa. Un fatto che si aggiunge all’accoltellamento al parco delle Cascine. Il 6 agosto un controllore di Autolinee Toscane è stato aggredito mentre svolgeva il proprio lavoro e il giorno successivo al giardino Caponnetto, alcune ragazze sono state molestate da un gruppo di ragazzi in evidente stato di alterazione. Fino ad arrivare all’8 e 9 agosto, quando si sono verificate l’ennesime spaccate alle automobili parcheggiate in via Monteverdi, viale Redi e via Doni.

Non è un momento positivo per Firenze. Salvatore Calleri, l’esperto che affianca le attività dei comitati e delle associazioni pro sicurezza fiorentine, parla chiaro: «Abbiamo alcune zone dove non si sa cosa sta esattamente accadendo all’interno come per esempio nel triangolo Firenze-Osmannoro-Prato con la criminalità cinese». A riguardo la Fondazione Caponnetto fa sapere che è stata depositata un’interrogazione parlamentare sulla mafia cinese e nigeriana con prima firmataria l’onorevole Chiara La Porta.

Invece in altre zone alcune non c’è bisogno di spiegazioni: «Sappiamo benissimo cosa accade alle Cascine, con il “mercato del rubato” che si svolge una o due volte a settimana. Ma lì, non viene fatto niente- e continua-. Poi ci sono altre parti ad alto rischio, come Campo di Marte, nella zona delle case popolari, dove delle bande di giovani albanesi danno problemi. Altre zone a rischio sono via del Guarlone e il vicino parco del Mensola. La via è diventata una zona di spaccio, dove le macchine si fermano per poi ripartire una volta ricevuta la dose. Il parco invece rischia di diventare una seconda Cascine». Il crack, in particolare, rende i tossicodipendenti vulnerabili e aggressivi spingendoli a compiere azioni che mettono a rischio la comunità. La diffusione delle sostanze avviene avvalendosi di monopattini elettrici e delle biciclette a pedalata assistita. «Sarebbe opportuno effettuare dei controlli su questi mezzi- spiega Calleri-. Anche la tramvia si sta trasformando in un trasporto che necessita controlli. Per questo noi della Fondazione abbiamo proposto la sospensione, salvo nei giorni di mercato, della fermata Monni alle Cascine». Non è da trascurare il fenomeno dello scoppio dei fuochi d’artificio, che negli ultimi anni, si è intensificato, spingendo Calleri a pensare che si tratti di veri e propri segnali criminali. Un caso che è approdato in parlamento con un’interrogazione al ministro dell’interno presentata alla Camera il 7 agosto da 5 deputati del Movimento 5 Stelle. Primo firmatario (con anche il fiorentino Andrea Quartini) è Federico Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale antimafia.

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