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Firenze, sospeso per vandalismi a scuola ma il Tar lo fa tornare in classe

di Matteo Leoni
I giudici del Tar in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario (foto d’archivio)
I giudici del Tar in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario (foto d’archivio)

I giudici amministrativi: «Sproporzionato il provvedimento disciplinare assunto». Lo scorso febbraio un gruppo di studenti si introdusse nell’istituto per occuparlo

07 luglio 2024
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FIRENZE. È stato sospeso fino alla fine dell’anno scolastico dopo essere stato identificato tra coloro che lo scorso febbraio avevano occupato e vandalizzato un istituto alberghiero di Firenze. Ma il minorenne, attraverso i suoi genitori, ha fatto ricorso al Tar che gli ha dato ragione, giudicando il provvedimento adottato dalla scuola sproporzionato rispetto ai fatti commessi. Le decisione del tribunale amministrativo è arrivata nei giorni scorsi, ma lo studente era già stato reintegrato da tempo, dopo che i giudici avevano deciso di sospendere il provvedimento disciplinare in vista della decisione.

Secondo le accuse, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi lo studente fece irruzione nell’istituto scolastico, con l’intento di occuparlo in compagnia di altri studenti. Il gruppetto di vandali tagliò i fili dell’impianto di allarme e poi forzò la porta di accesso alla palestra. Una volta dentro gli studenti bloccarono le porte con delle catene, commisero vandalismi nei locali, spaccando anche alcune delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza. Quindi, una volta arrivati al bar della scuola, consumarono alcolici, droghe e poi aprirono, danneggiandoli, molti pacchi di generi alimentari. «Risulta comprovato – si legge sempre nella sentenza – anche il bivacco degli studenti nei locali della vicepresidenza, che erano assolutamente chiusi a chiave, da cui sono stati sottratti beni (due pc portatili) e una ingente somma di denaro (950 euro) giacente in un cassetto, anch’esso chiuso a chiave, della stanza».

I genitori del ragazzo hanno impugnato il provvedimento contestando tra l’altro la violazione del principio di proporzionalità e del regolamento del Dpr n.249/1998, ossia lo statuto delle studentesse e degli studenti, laddove prevede che i provvedimenti disciplinari debbano avere «finalità educativa» e tendere «al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica» e che occorra la necessaria valutazione «della situazione personale dello studente» nonché l’offerta di conversione di qualsiasi sanzione «in attività a favore della comunità scolastica».

Il ricorso è stato giudicato fondato. «Anche alla luce della articolata e circostanziata descrizione dei fatti contenuta nella relazione del dirigente – si legge nella sentenza –, emerge con evidenza il difetto di motivazione del provvedimento disciplinare in oggetto, nel quale la ragione della sospensione fino al termine dell’anno scolastico è compendiata nella seguente laconica ed astratta indicazione: “lo studente ha preso parte ad atti vandalici di particolare gravità avvenuti all’interno della scuola”». «In ogni caso – aggiungono i giudici – sul piano sostanziale, l’impugnata sanzione disciplinare incorre nelle violazioni dei principi di gradualità e di proporzionalità della sanzione».


 

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