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Firenze, danno d’immagine all’Arma: condannati due ex militari

Apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti (foto d’archivio)
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Apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti (foto d’archivio)

Furono arrestati con l’accusa di aver taglieggiato una dentista. La somma da risarcire, ossia 32mila euro, è pari al doppio di quanto avevo preteso dalla professionista

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FIRENZE. Nell’aprile del 2020 furono arrestati con l’accusa di aver preteso una tangente dalla titolare di uno studio dentistico di Lastra a Signa, minacciando che se non avesse pagato avrebbe ricevuto verbali di multe per presunte irregolarità riscontrare durante l’ispezione nella sua attività. Per questo due uomini, all’epoca dei fatti luogotenente e appuntato scelto dei carabinieri in servizio al Nas di Firenze, sono stati condannati dalla Corte dei Conti al pagamento, in solido tra loro, della cifra di 32.000 euro, a titolo di danno d’immagine arrecato all’Arma dei carabinieri. Per lo stesso episodio i due, nell’ottobre del 2022, sono stati condannati in primo grado per tentata concussione: 2 anni e 2 mesi per il luogotenente e anni e 8 mesi per l’appuntato scelto. La sentenza, pronunciata con rito abbreviato, è diventata irrevocabile il 14 marzo 2022. Il tribunale ha disposto anche per entrambi la cessazione del rapporto di lavoro con l’Arma.

La condanna dei giudici contabili, che dispone il pagamento in favore del ministero della Difesa, è relativa esclusivamente al danno d’immagine provocato dall’arresto e dalla diffusione della notizia agli organi di stampa. Le operazioni che portarono all’arresto dei due militari scattarono a seguito della denuncia della titolare dello studio, e furono condotte dai carabinieri della Compagnia di Signa.

«L’appuntato scelto – si legge nella sentenza della Corte dei Conti – teneva i contatti con l’intermediario», ed «è stato, invece, il luogotenente a prendere l’iniziativa del controllo presso lo studio, senza informare i propri superiori, per puoi esulare dall’ambito dei controlli del rispetto della normativa anti Covid-19, di cui i militari erano incaricati in considerazione dell’emergenza pandemica, svolgendo invece un’ispezione approfondita senza redigerne immediatamente il prescritto verbale, ma accordandosi a consegnarlo – predisposto in due versioni differenti – solo il giorno fissato per la consegna della tangente».

La somma di 32.000 euro che i due ex militari sono stati condannati a pagare, equivale al doppio della cifra che era stata chiesta alla titolare: «Nel caso di specie – si legge ancora nella sentenza – l’importo per cui vi è condanna corrisponde al doppio del quantum richiesto per il compimento dell’atto illecito e appare, quindi, per scelta degli stessi militari infedeli, corrispondente all’oggettiva ed intrinseca gravità dei fatti contestati, di indubbio rilievo penale e disciplinare, alla funzione rivestita dai convenuti nell’ambito dell’amministrazione danneggiata – tale da poter incidere sullo svolgimento o meno dell’attività di controllo –, nonché alla rilevanza e risonanza che la vicenda ha avuto sugli organi di stampa, anche sui relativi siti web».

Per il danno d’immagine la procura della Corte dei Conti aveva chiesto una condanna al pagamento di 50mila euro. La procura contabile aveva anche chiesto la condanna per entrambi al pagamento di parte dello stipendio ricevuto per il lavoro durante il mese dell’arresto in flagranza, con l’accusa di aver violato il contratto essendosi dedicati a preparare il tentativo di concussione. Una richiesta respinta dai giudici, ritenendo che non ci siano prove che la condotta dei due abbia provocato disservizi.

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